Il Tirreno

Lucca

Cassa di Lucca incorporatanel gigante Banco Popolare

Ilaria Bonuccelli
Cassa di Lucca incorporatanel gigante Banco Popolare

La fusione con l'istituto toscano passa all'unanimità, ora tocca a Bankitalia. La Toscana potrà esprimere solo un consigliere su 24 nel nuovo CdA

3 MINUTI DI LETTURA





VERONA. Non c'è stato neppure un voto contrario. Né nel consiglio di gestione né nel consiglio di sorveglianza. Sono favorevoli anche i due rappresentanti toscani, Alfredo Cariello e Andrea Guidi, presidente di Assoindustria Lucca. All'unanimità passa la fusione «per incorporazione» di Crl nella capogruppo Banco Popolare che, entro fine anno, assorbirà anche le Popolari di Verona (con annesso banco di San Geminiano e Prospero), Novara, Lodi, oltre alle Popolari di Crema e Cremona.

L'obiettivo dell'operazione - anticipato con la presentazione del piano industriale del gruppo - è «razionalizzare», facendo di BP la nuova «grande banca del territorio», anche se questo costerà l'autonomia di qualche istituto, come Crl. In realtà, l'iter della fusione non è ancora concluso, ma ormai manca poco al traguardo: la delibera dell'assemblea straordinaria dei soci di BP, già annunciata per fine novembre, e l'ok di Bankitalia, dato (quasi) per scontato. Bankitalia, infatti, non avrebbe alcuna intenzione di opporsi a un'operazione che cancella diversi cda e a regime farà risparmiare decine di milioni di euro a BP, grazie anche alla riduzione del personale del gruppo (-560 dipendenti entro il 2016) «solo attraverso pensionamenti e prepensionamenti concordati e il raffreddamento del turn over».

IL NUOVO BP La nuova banca del territorio, dunque, sarebbe così strutturata: al vertice Banco Popolare; sotto tre divisioni territoriali corrispondenti ai tre istituti fondatori del gruppo: Popolare di Lodi, Popolare di Novara, Popolare di Verona. Queste tre divisioni saranno articolate in 6 direzioni territoriali: Lodi e Lucca; Novara e Roma; Verona e Mantova. Alla nuova organizzazione corrisponderà una nuova gestione: i due consigli di gestione (con funzioni strategiche) e di sorveglianza (con funzioni di vigilanza) saranno sostituiti da un cda unico, composto da massimo 24 persone. A fianco del cda sarà creato un comitato esecutivo di 6 persone, comprensivo del presidente e di due vice.

DIVISIONI TERRITORIALI Sul territorio, BP si articolerà in tre divisioni che fanno capo alle banche fondatrici del gruppo: Popolare di Verona, Popolare di Novara e Popolare di Lodi. La divisione di Lodi - circa 580 sportelli per 3.400 dipendenti dislocati in Lombardia, Liguria orientale, Toscana e Umbria - è quella di cui farà parte Crl, con i suoi 231 sportelli e i suoi 1675 dipendenti. Ciascuna divisione territoriale avrà un comitato «locale di consultazione e credito» composto da 10-14 membri che potrà solo dare «pareri consultivi non vincolanti sulle principali deliberazioni riguardanti le realtà locali (credito, sponsorizzazioni, investimenti e disinvestimenti in società legate alle infrastrutture locali) e così via».

LA CRL In questa organizzazione il peso di Crl sarà limitato. Lo dimostrano molti fattori: intanto nel cda di Bp, la Toscana potrà esprimere solo 1 consigliere su 24; nel comitato territoriale potrà avere al massimo 2 esponenti su 10 (o 14). E il direttore di Crl sarà quello che conterà meno nella gerarchia della divisione territoriale di Lodi. Infatti, l'organigramma prevede al vertice Domenico De Angelis, condirettore generale di BP con delega alla struttura commerciale e alle divisioni territoriali; sotto Maurizio Di Maio, responsabile della divisione di Banca Popolare di Lodi; il suo vicario sarà il direttore di BPL e, infine, verrà il direttore di Crl.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani