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Lucca, catturato boa di quasi tre metri, feriti due volontari

Domenico Tani
Lucca, catturato boa di quasi tre metri, feriti due volontari

I volontari dell'Anpana lo hanno individuato su di una roccia del Rio Visona ed hanno subito attivato le tecniche previste per la cattura. Il serpente, una femmina lunga 2 metri e 60 centimetri, è riuscito a mordere due volontari prima di essere catturato

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È stato catturato nel cuore della notte, dopo una furibonda lotta con i volontari dell'Anpana, il boa che da qualche giorno terrorizzava la popolazione del Compitese, a dieci chilometri dalla città. I volontari dell'Anpana lo hanno individuato su di una roccia del Rio Visona, in una zona boschiva, ed hanno subito attivato le tecniche previste per la cattura. Il serpente, che è risultato essere una femmina lunga 2 metri e 60 centimetri, non ha voluto saperne di farsi catturare.

È nata una lotta corpo a corpo con il grosso rettile che si attorcigliava ed attaccava minaccioso i volontari dell'Anpana, i quali, con le mani protette da guanti antimorso, cercavano di tenerlo. Con un guizzo il boa si è però liberato dalla stretta ed ha morso di striscio ad una gamba l'erpetologo Cristiano Pacini.

Con l'altra parte del corpo si è avvinghiato al suo braccio destro provocando una forte costrizione che ha costretto poi il dottore a ricorerre alle cure del pronto soccorso. La lotta è continuata per minuti con l'animale deciso a difendere la sua libertà. Finalmente i volontari sono riusciti a bloccarlo con una rete. Ma mentre lo stavano portando a spalla al campo base, il rettile si è di nuovo scatenato cercando di fuggire.

Altra collutazione e uno dei volontari, Igor Marcheschi, nel tentativo di bloccarlo è stato morso alla mano sinistra: nonostante indossasse i guanti speciali, la protezione è stata passata e il volontario è rimasto ferito. Alla fine il boa è stato immobilizzato e messo in sicurezza in una speciale teca. «Si tratta di un animale molto pericoloso - dicono i volontari -. Se avesse incontrato persona, soprattutto un bambino, il suo attacco poteva essere mortale».

Il tutto era partito dalla segnalazione di un uomo che aveva notato un seprente di dimensioni enormi. Cristiano Pacini, erpetologo di Altopascio, dopo aver ricevuto la notizia ha fatto partire le indagini per verificare l'effettiva presenza del rettile.
Frammenti di muta ed escrementi gli hanno dato conferma della presenza dell'animale.

Le fasi della ricerca

Si tratta di un esemplare proveniente dall'estero, assolutamente non una specie comune alle nostre latitudini. Francesca Cetera, responsabile del recupero Rettili della sezione territoriale di Pisa parla di una tragedia sfiorata: "La forza di quel serpente avrebbe avuto un effetto letale per chiunque vi si fosse imbattuto."

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