POLEMICA
«I bar non facciano i ristoranti»
1 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Per ora c'è un appello pacifico: i bar continuino a lavorare come bar, senza sconfinare nella ristorazione. Se il messaggio non venisse recepito, allora si arriverebbe a uno scontro intestino alla categoria dei pubblici esercizi. Con possibilità anche di presentazione di esposti. Mario Bini, attuale responsabile dei ristoratori iscritti ad Ascom, e l'assessore-ristoratore Benedetto Stefani fanno presente di aver già raccolto diverse proteste «contro i bar che lavorano anche come ristoranti, apparecchiando tavoli all'aperto e servendo la cena a lume di candela, proponendo, oltretutto, prodotti precotti che vengono spacciati ai turisti come piatti tipici della Lucchesia, quando non hanno nulla a che vedere con la nostra tradizione culinaria». Pur senza partire lancia in resta, Stefani ribadisce che è necessario «che ciascuna attività resti nei confini di quello che le è consentito per legge. Certo baristi e ristoratori appartengono alla stessa famiglia, ma i mestieri e le funzioni dei locali sono diverse. Per evitare che il conflitto si aggravi, i bar dovrebbero evitare di sconfinare nella ristorazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google