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Calo dei consumi, cassa integrazione in arrivo nei negozi
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La vetrina di una oreficeria (foto di archivio)2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. I saldi estivi e il consistente flusso turistico di queste settimane non sono stati sufficienti a integrare i mancati (o diminuiti) affari dell'ultimo periodo, che si protrae da mesi per non dire anni. È questo il motivo per il quale alcuni negozi hanno deciso di richiedere la cassa integrazione per i propri dipendenti. Le domande risultano essere tante, fra i negozi del centro storico. Ma nell'ultimo periodo, come spiega Massimiliano Bindocci della Filcams Cgil, la crisi ha preso particolarmente campo nel comparto specifico delle oreficerie. «In tempi di crisi economica - ricostruisce infatti il sindacalista - i primi consumi che si vedono drasticamente calare sono quelli di importanza non primaria».
E così alcune oreficerie del centro storico sono rimaste strette nella morsa della crisi, con le vendite che sono andate via via diminuendo. Fino a dover prendere una decisione sofferta, non certo a cuor leggero, come quella di chiedere un periodo di cassa integrazione per i propri dipendenti. Un'evenienza con cui probabilmente questo settore non aveva mai dovuto fare i conti in passato, nemmeno in quello recente. I problemi sono di oggi, del presente. Le oreficerie, continua Bindocci, sono forse la categoria, nell'insieme dei negozi del centro storico, a soffrire di più in questo periodo.
Mentre alcuni mesi fa i rischi più forti erano stati avvertiti nei negozi di abbigliamento, oggi questi sembrano essersi ripresi, grazie alle tante iniziative organizzate per attirare compratori nel centro storico e anche a vendite a prezzi ribassati di fine stagione. Anche se in un bilancio totale, almeno finora, secondo Bindocci il periodo dei saldi non avrebbe portato grosse entrate agli esercizi cittadini. Le vendite, secondo i suoi riscontri, non sono nella media sui livelli degli anni precedenti, nonostante che il flusso di turisti nel centro sia da settimane molto intenso nel centro storico, probabilmente anche superiore rispetto all'estate scorsa.
E così alcune oreficerie del centro storico sono rimaste strette nella morsa della crisi, con le vendite che sono andate via via diminuendo. Fino a dover prendere una decisione sofferta, non certo a cuor leggero, come quella di chiedere un periodo di cassa integrazione per i propri dipendenti. Un'evenienza con cui probabilmente questo settore non aveva mai dovuto fare i conti in passato, nemmeno in quello recente. I problemi sono di oggi, del presente. Le oreficerie, continua Bindocci, sono forse la categoria, nell'insieme dei negozi del centro storico, a soffrire di più in questo periodo.
Mentre alcuni mesi fa i rischi più forti erano stati avvertiti nei negozi di abbigliamento, oggi questi sembrano essersi ripresi, grazie alle tante iniziative organizzate per attirare compratori nel centro storico e anche a vendite a prezzi ribassati di fine stagione. Anche se in un bilancio totale, almeno finora, secondo Bindocci il periodo dei saldi non avrebbe portato grosse entrate agli esercizi cittadini. Le vendite, secondo i suoi riscontri, non sono nella media sui livelli degli anni precedenti, nonostante che il flusso di turisti nel centro sia da settimane molto intenso nel centro storico, probabilmente anche superiore rispetto all'estate scorsa.
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