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Piccole imprese artigiane la manovra "uccide" la partita Iva agevolata
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LUCCA. «La manovra porta brutte notizie per i contribuenti "minimi", lavoratori autonomi o imprese individuali che con un giro d'affari ridotto beneficiavano di una partita Iva agevolata». Lo spiega Confartigianato. L'associazione informa che al posto della partita Iva agevolata «verrà introdotta una nuova agevolazione fiscale ma con caratteristiche diverse e con un limite temporale. Il nuovo regime si applica per un massimo di 5 anni (non più a tempo indeterminato): a chi apre una partita Iva dal 1º gennaio 2012 o a chi l'ha aperta dal 1º gennaio 2008. Saranno tagliati fuori oltre il 90% degli attuali beneficiari: si passerà da quasi mezzo milione di contribuenti a circa 50mila». L'agevolazione più ghiotta, sempre secondo l'associazione che tutela la categoria degli artigiani, sarà che «l'imposta forfettaria che sostituisce Irpef, Irap e addizionali passa dal 20 al 5%. Per cinque anni dunque - se non si supera il fatturato di 30mila euro - si può beneficiare di una tassazione molto ridotta. Invariate le altre regole. Per la maggioranza, il popolo delle partite Iva "povere" sarà costretta ad abbandonare l'agevolazione. La legge prevede un atterraggio morbido, rinviando la cesazione del regime agevolato all'anno successivo a quello della perdita dei requisiti. Dopodiché si potrà continua l'attività solo con la tassazione alle aliquote ordinarie».
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