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Turismo in crisi, presenze in calo
Luca Dini
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Turisti in visita a Castelnuovo il numero degli stranieri che scelgono il capoluogo per trascorrervi le vancanze è in aumento In sofferenza i piccoli paesi. Gli operatori: «Occorre un coordinamento»
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CASTELNUOVO. È una crisi, ma non (solo) economica. È il segno dei tempi che cambiano. E con questi, abitudini, tecnologie, esigenze: il turista 2011 è lontano anni luce da quello di vent'anni fa. E la montagna soffre. Castelnuovo resiste; giugno e luglio hanno un segno più, invece l'Alta Garfagnana si svuota. Gli operatori turistici confermano: pochissimi pernottamenti in strutture situate in posti diversi da Castelnuovo che, da capoluogo, resiste e incrementa le presenze. «È riconosciuto come il centro della zona e inoltre è ricco di attività commerciali, di locali dove trascorrere la serata ed anche di eventi - dicono gli operatori -. Nonostante questa estate sia molto "tribolata" perché il paese è un cantiere a cielo aperto a causa dei tanti lavori in atto». Dall'ufficio informazioni nato in sinergia tra Provincia, grazie a Ponti nel Tempo, Gal Garfagnana, Comunità montana, parchi e il Comune di Castelnuovo, arrivano i numeri di un incremento per Castelnuovo. «I mesi di giugno e luglio sono stati positivi - conferma la responsabile Antonella Poli, coadiuvata da Valentina Mori e Chiara Turriani -. La Garfagnana è terra di scoperte per tanti stranieri in particolare danesi e olandesi, adesso arrivano anche francesi e spagnoli». I soggiorni, causa la crisi, spesso calano di durata, ma molti utilizzano la Garfagnana come base per girare la Toscana. «È il caso di chi prenota una struttura per una settimana o nel migliore dei casi due - prosegue Antonella Poli -; purtroppo è una tendenza in calo. L'afflusso maggiore è di turisti che tendono a muoversi. Come scoprono la Garfagnana? Siamo fortunati perché la Toscana è una delle regioni d'Italia più visitate». Esclusa la "ovvia" Firenze, i tour operator hanno da qualche anno "scoperto" Lucca, a scapito di Pisa, e il passo è poi breve. Inoltre, la Garfagnana è meta di passeggiate e molti turisti provengono anche dalle Cinque Terre, dal Massese o dall'altra parte dell'Appennino. La crisi economica c'è, si fa sentire e si vede. Basta pensare al calo delle visite alla Grotta del Vento, uno dei maggiori poli di attrazioni della Garfagnana, dovuta in gran parte al calo dei soggiorni in Versilia. Tutti elementi concatenati, ma il drastico calo di presenze, in termini di pernottamenti, in zone come Sillano o Vagli Sotto, ma anche Carpinelli o Casone, non è dovuto solamente alla crisi economica. «La montagna soffre - ammettono gli operatori - manca di capacità attrattiva. Il turista di oggi vuole activities, vuole sempre avere qualcosa da fare come passeggiate a piedi, a cavallo o in bicicletta. Si dovrebbero esplorare nuovi mercati, ci si dovrebbe adeguare, ma non è facile cambiare la mentalità di persone che da sempre gestiscono le strutture a loro modo. C'è scarso utilizzo di internet da parte di alcune strutture ricettive quando invece internet è ormai il primo mezzo di prenotazione al mondo». In controtendenza va solo Roggio (Vagli Sotto) dove l'agriturismo La Capannina ha svolto un lavoro di marketing importante con alcuni tour operator e soprattutto i danesi hanno scoperto la zona, affollando la struttura da giugno a settembre. Oltre alle attrazioni "naturali" o quasi, non tutti i comuni possono permettersi di allestire un calendario eventi come Castelnuovo o Barga. Anzi, per i piccoli centri viene a mancare perfino il locale aperto fino a tarda sera e gli eventi si contano sulle dita di una mano. Tra le strutture in difficoltà, ci sono sia alberghi che agriturismi: questi ultimi penalizzati dall'apertura di strutture similari in zone più "comode" come Bagni di Lucca, vicini sia alla montagna che al centro di Lucca. La crisi dei pernottamenti non trova però conferma nell'afflusso dei visitatori giornalieri perché la Garfagnana "tira". Ma la situazione può e deve migliorare. «Siamo passati da 0 a 1 - chiude Antonella Poli del centro di accoglienza turistica -. Un passo importante, ma adesso è il momento di fare il salto di qualità». La necessità più impellente risponde al nome di coordinamento, un sistema turistico unico che invece oggi risulta frammentato.
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