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Lucca

La famiglia Maestrelli vuol riprendersi la Lucchese

La famiglia Maestrelli vuol riprendersi la Lucchese

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LUCCA. La famiglia Maestrelli vorrebbe tornare a far calcio a Lucca. È una «bomba» che scuote un ambiente «depresso» per il nuovo addio al professionismo tre anni dopo il crac Hadj e dopo una sola stagione nell'ex C1. Parte l'operazione «speranza» dopo un pranzo in Versilia a cui partecipano Egiziano Maestrelli con il figlio Riccardo (è interessato a rinverdire le gesta paterne), Pino Vitale e Bruno Russo (in foto). E proprio l'ex capitano rossonero (secondo calciatore più presente nella storia rossonera) incaricato di contattare imprenditori lucchesi disposti ad entrare della nuova società che cercherà di iscriversi alla D in sovrannumero (esattamente come accadde nel 2008 per il crac Hadj) con un 40% delle quote visto che il 60% sarà di Riccardo Maestrelli, figlio dell'ex presidente più amato del dopoguerra. Un programma triennale che prevede investimenti mirati e la valorizzazione del settore giovanile. Garante dell'iniziativa l'attuale dg dell'Empoli, Pino Vitale, amico della famiglia Maestrelli e che per 15 anni fu il ds della Lucchese che tutti ricordano con affetto e nostalgia. Da domani nell'agenda di Russo una mole impressionante di appuntamenti: dagli amministratori dei comuni di Lucca, Porcari, Capannori, Altopascio, all'Assoindustria, al settore cartario e cartotecnico. E la moribonda As Lucchese Libertas 1905? Verrà lasciata al suo destino: nell'assemblea dei soci del 27 luglio verrà messa in liquidazione e il fallimento appare dietro l'angolo. A meno che la Nice, a sorpresa, non tiri fuori per iscriverla alla D oltre 500mila euro (300 più 230 di stipendi arretrati ai calciatori, mentre non sono dovuti i contributi) senza considerare il mutuo in scadenza sui terreni a San Donato.

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