Edilizia, invenduti 8mila vani stop a nuove costruzioni
Ilaria Bonuccelli
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Mauro Di Bugno, il nuovo dirigente all'urbanistica, ha le idee chiare: punta a sbloccare quanto prima la variante di minima al piano strutturale per agevolare gli interventi sul patrimonio edilizio esistente.
In commissione urbanistica ribadisce che si devono recuperare i fabbricati dismessi, senza costruire niente di nuovo. E non solo perché il consumo di territorio, soprattutto in alcune zone, è andato oltre le previsioni del piano strutturale: il fatto è che - secondo i dati della Camera di commercio - a Lucca ci sono oggi circa 8mila vani invenduti.
Se questo non bastasse a far capire che non è il caso di costruire nuove abitazioni, Di Bugno fa presente un altro dato ai commissari: da mesi ci sono più richieste di restituzione degli oneri di urbanizzazione che domande di permessi a costruire. Per questo, il Comune avrebbe intenzione di rivedere la politica urbanistica.
Per questo e per il fatto che la variante di minima al piano strutturale è al centro dell'inchiesta sui presunti legami fra tangenti e operazioni immobiliari che ha portato all'arresto (poi revocato) l'ex dirigente del settore, Maurizio Tani, e l'ex assessore ai grandi progetti, Marco Chiari.
Per la Procura, infatti, questa variante sarebbe stata voluta anche per consentire a Valore spa (ex socio di maggioranza della Lucchese) di costruire un quartiere a S. Anna (con case, negozi, uffici, centro commerciale, albergo) e di trasformare lo stadio in una struttura polifunzionale (con case, negozi, servizi e albergo).
LA RIORGANIZZAZIONE In primo luogo - annuncia Di Bugno in commissione - verrà riorganizzato il settore urbanistica ed edilizia privata, accorpato sotto un unico dirigente. In tempi brevi gli uffici avranno nuovi assetti e i dipendenti nuove funzioni.
LA RICOSTRUZIONE Il primo impegno di Di Bugno è a ricostruire l'iter degli ultimi dieci anni (o quasi) di urbanistica. In commissione spiega di aver già incaricato gli uffici di mettere in ordine cronologico tutti gli atti, a cominciare dal regolamento urbanistico adottato nel 2002 e approvato nel 2004 fino all'ultima variante al piano strutturale.
Poi gli atti saranno messi a disposizione di tutti i consiglieri comunali. Questo dovrebbe servire a mettere ordine nel settore, dal momento che - conferma Di Bugno ai consiglieri - oggi è difficile rintracciare i responsabili dei vari provvedimenti. Con il fatto che per anni sono state affidate mansioni a persone assunte a tempo (i co.co.co.) alla fine è problematico sapere chi è responsabile degli atti.
Tanto più per un dirigente che - si ribadisce in commissione - nel 2004 è stato allontanato dal settore per aver segnalato l'esistenza di errori nel regolamento urbanistico. Ed è stato spedito a occuparsi di anni di arredo urbano.
LA VARIANTE La priorità è uscire dall'empasse della variante di minima al piano strutturale, adottata a gennaio, acquisita agli atti della Procura e mai approvata in via definitiva. Il problema non è semplice anche perché la Regione, in sede di presentazione delle osservazioni, ha ribadito l'incompatibilità fra la variante e il piano di Valore per S. Anna per contrasti con il piano di insediamento territoriale (Pit) e con la legge regionale sull'urbanistica. Di Bugno è consapevole di questo.
Perciò alla commissione annuncia che attiverà immediatamente un tavolo con Regione e Provincia per proporre, in accordo con l'amministrazione comunale, una soluzione condivisa per uscire dall'attuale stallo. Al riguardo, Di Bugno - che rinuncia alle ferie per riorganizzare il settore - si impegna a tornare in commissione urbanistica ai primi di agosto per spiegare come intende procedere per portare la variante in approvazione, tenendo conto delle osservazioni dei vari enti e restando nei limiti degli interventi consentiti dalla legge regionale sull'urbanistica e dalla Vas, la valutazione ambientale strategica degli interventi inseriti nella variante.
COME COSTRUIRE Puntare sul recupero del patrimonio esistente e agevolare le ristrutturazioni: Di Bugno fa sapere alla commissione che questo è l'obiettivo primario del Comune, alla luce della richiesta dei rimborsi degli oneri di urbanizzazione e degli 8.000 vani invenduti. «Se questo ragionamento è giusto - osserva il capogruppo di Sel, Antonio Sichi - nella revisione delle previsioni urbanistiche non bisogna, però, dimenticare che ci sono 570 famiglie in attesa di casa popolare e che vengono effettuati 4-5 sfratti al mese».
In commissione urbanistica ribadisce che si devono recuperare i fabbricati dismessi, senza costruire niente di nuovo. E non solo perché il consumo di territorio, soprattutto in alcune zone, è andato oltre le previsioni del piano strutturale: il fatto è che - secondo i dati della Camera di commercio - a Lucca ci sono oggi circa 8mila vani invenduti.
Se questo non bastasse a far capire che non è il caso di costruire nuove abitazioni, Di Bugno fa presente un altro dato ai commissari: da mesi ci sono più richieste di restituzione degli oneri di urbanizzazione che domande di permessi a costruire. Per questo, il Comune avrebbe intenzione di rivedere la politica urbanistica.
Per questo e per il fatto che la variante di minima al piano strutturale è al centro dell'inchiesta sui presunti legami fra tangenti e operazioni immobiliari che ha portato all'arresto (poi revocato) l'ex dirigente del settore, Maurizio Tani, e l'ex assessore ai grandi progetti, Marco Chiari.
Per la Procura, infatti, questa variante sarebbe stata voluta anche per consentire a Valore spa (ex socio di maggioranza della Lucchese) di costruire un quartiere a S. Anna (con case, negozi, uffici, centro commerciale, albergo) e di trasformare lo stadio in una struttura polifunzionale (con case, negozi, servizi e albergo).
LA RIORGANIZZAZIONE In primo luogo - annuncia Di Bugno in commissione - verrà riorganizzato il settore urbanistica ed edilizia privata, accorpato sotto un unico dirigente. In tempi brevi gli uffici avranno nuovi assetti e i dipendenti nuove funzioni.
LA RICOSTRUZIONE Il primo impegno di Di Bugno è a ricostruire l'iter degli ultimi dieci anni (o quasi) di urbanistica. In commissione spiega di aver già incaricato gli uffici di mettere in ordine cronologico tutti gli atti, a cominciare dal regolamento urbanistico adottato nel 2002 e approvato nel 2004 fino all'ultima variante al piano strutturale.
Poi gli atti saranno messi a disposizione di tutti i consiglieri comunali. Questo dovrebbe servire a mettere ordine nel settore, dal momento che - conferma Di Bugno ai consiglieri - oggi è difficile rintracciare i responsabili dei vari provvedimenti. Con il fatto che per anni sono state affidate mansioni a persone assunte a tempo (i co.co.co.) alla fine è problematico sapere chi è responsabile degli atti.
Tanto più per un dirigente che - si ribadisce in commissione - nel 2004 è stato allontanato dal settore per aver segnalato l'esistenza di errori nel regolamento urbanistico. Ed è stato spedito a occuparsi di anni di arredo urbano.
LA VARIANTE La priorità è uscire dall'empasse della variante di minima al piano strutturale, adottata a gennaio, acquisita agli atti della Procura e mai approvata in via definitiva. Il problema non è semplice anche perché la Regione, in sede di presentazione delle osservazioni, ha ribadito l'incompatibilità fra la variante e il piano di Valore per S. Anna per contrasti con il piano di insediamento territoriale (Pit) e con la legge regionale sull'urbanistica. Di Bugno è consapevole di questo.
Perciò alla commissione annuncia che attiverà immediatamente un tavolo con Regione e Provincia per proporre, in accordo con l'amministrazione comunale, una soluzione condivisa per uscire dall'attuale stallo. Al riguardo, Di Bugno - che rinuncia alle ferie per riorganizzare il settore - si impegna a tornare in commissione urbanistica ai primi di agosto per spiegare come intende procedere per portare la variante in approvazione, tenendo conto delle osservazioni dei vari enti e restando nei limiti degli interventi consentiti dalla legge regionale sull'urbanistica e dalla Vas, la valutazione ambientale strategica degli interventi inseriti nella variante.
COME COSTRUIRE Puntare sul recupero del patrimonio esistente e agevolare le ristrutturazioni: Di Bugno fa sapere alla commissione che questo è l'obiettivo primario del Comune, alla luce della richiesta dei rimborsi degli oneri di urbanizzazione e degli 8.000 vani invenduti. «Se questo ragionamento è giusto - osserva il capogruppo di Sel, Antonio Sichi - nella revisione delle previsioni urbanistiche non bisogna, però, dimenticare che ci sono 570 famiglie in attesa di casa popolare e che vengono effettuati 4-5 sfratti al mese».
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