Il Tirreno

Lucca

Cronaca di una giornata convulsa: trovata la fideiussione, salta il passaggio di proprietà

La speranza muore alle 14,55 «A queste condizioni niente accordo»

Nicola Nucci
La speranza muore alle 14,55 «A queste condizioni niente accordo»

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 LUCCA. La sentenza arriva alle 14.55. Mauro Paolinelli, commercialista della Cipriano, si alza e dice: «A queste condizioni l'accordo non si può fare». Il tormentone è finito dopo una giornata di grande tensione e lavoro, per cercare di mettere al posto giusto tutte le caselle del puzzle.  Ore 8.30. La no-stop inizia prestissimo. Con la notizia che i quattro soggetti che avevano presentato garanzie per 200mila euro per la copertura totale delle 600mila euro necessarie per la fideiussione, tra cui i fratelli Giuliani, decidono di alzare la cifra per soddisfare le richieste del Banco di Lucca, esponendosi coi propri beni personali e non come Cipriano Costruzioni. Inizia una lunga maratona tra sede, banca e telefonate.  Sono preallertati lo studio legale Grassani che si occupa del ricorso e i rappresentanti della Nice. Si muove anche l'ex amministratore delegato della Lucchese, Ugo Giurlani. La società è appesa ad un filo. Ma le trattative vanno avanti. Si battono più piste. La banca chiede una copertura totale, probabilmente perché la Lucchese attualmente è una società meno affidabile. E' una corsa contro il tempo. Entro le 15 si prevede di partire alla volta di Roma per presentare il ricorso.  Ore 12.50. Al Banco di Lucca arriva anche l'assessore allo sport, Lido Moschini. C'è l'impegno di Lucca Holding per coprire 200mila euro della fideiussione. E' la svolta.  Ore 13,18. Le parole di Giuliani: «La fideiussione c'è, la prima parte è stata fatta».  Ore 13.31. Il centro delle operazioni si sposta alla Domus Aurea di Giuseppe Bulleri, dove si reca Giuliani insieme a Nencini, del collegio sindacale. Un'ora prima erano arrivati i rappresentanti della Nice. Nell'ufficio di Giuliani in viale Giusti ci sono il socio Lumini e il commercialista Paolinelli. I tifosi sono col fiato sospeso. C'è da sciogliere il nodo del passaggio della società. Il segretario Benedetti è pronto a dare il via libera ai bonifici per pagare stipendi e contributi, 460mila euro già raccolti. Per il ricorso manca solo la firma del legale rappresentante, Bulleri.  Ore 14.23. Allo studio del notaio Costantino c'è l'incontro tra Giuliani, Lumini, Paolinelli, Viani, Bulleri e i soci della Nice, Rangoni e Montali.  Ore 14.59. Giuliani, scuro in volto, annuncia che l'accordo è andato a rotoli. «Non c'è stata la possibilità di concludere il passaggio della società: la Valore, che non era presente, ha posto condizioni impossibili. E' finita», dice prima di partire. «Ora proveremo a iscrivere la squadra alla serie D», sono le parole di Bulleri.  Ore 15.15. Arriva anche Marco Valentini, figlio dell'architetto Giovanni, ex proprietario della Lucchese. Lo avvicina furibondo il team manager Paolo Gianni, seguito da un gruppo di tifosi. Si contesta il fax di Valore con le richieste. Valentini dice: «E' stato concordato fra il nostro commercialista e Ugo Giurlani, sono venuto qui convinto che l'operazione andasse in porto. La Nice? Ho qui con me gli assegni da restituire, sono venuto apposta per consegnarli, non sapevo che era saltato tutto». E volano gli insulti dei tifosi.

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