Il Tirreno

Lucca

La Filcams Cgil chiede l’intervento di Regione e azienda sanitaria

Servizi dall'Asl all'Estav i lavoratori perdono il posto

Umberto Marchi
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Umberto Marchi

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 LUCCA. I tagli decisi dall'Asl 2 per il passaggio delle funzioni all'Estav (ente per i servizi tecnico amministrativi di area vasta), investono le aziende private e a risentirne sono proprio i lavoratori. È quanto sta accadendo a Lucca, l'Asl passa le consegne e viene tagliato il servizio della farmacia negli ospedali di Lucca, Barga e Castelnuovo di Garfagnana ed a pagarne le conseguenze sono i lavoratori. È quanto denuncia Umberto Marchi della Filcams Cgil provinciale affermando che i protagonisti di questa vicenda, sono i dipendenti delle società cooperative che avevano in gestione il servizio.  «Solo pochi giorni fa, continua Marchi, siamo venuti a conoscenza in via del tutto informale, di una situazione che stava concretizzandosi con il ridimensionamento del servizio che avevano in gestione le società Coop. Morelli, Coopservice e Coop. Splendor e che impiegano in totale cinque lavoratori dislocati nei tre nosocomi».  Al tavolo istituzionale, Asl ed Estav, non hanno accolto, se non in parte, le richieste delle organizzazioni sindacali di sospendere la partenza del servizio prevista per il 4 luglio, al solo scopo di condividere un percorso per riuscire a scongiurare licenziamenti dei lavoratori in esubero.  «Dopo oltre 10 ore di trattativa - continua Marchi - siamo riusciti a far passare tre lavoratori nella società individuata da Estav, ma due dipendenti, uno di Coop. Morelli e uno di Coopservice, sono inevitabilmente rimasti fuori.  «Coopservice non sta dimostrando alcuna sensibilità al problema, abbiamo proposto come per Coop. Morelli l'ammortizzatore sociale della Cigs in deroga, ma i dirigenti di questa società hanno licenziato il lavoratore che appena tre mesi fa era stato assunto dalla mobilità con contratto a tempo indeterminato».  La Filcams si rivolge alla Regione e all'Asl 2, che ha «le sue responsabilità, anche a loro abbiamo chiesto incontro - conclude Marchi - ma per ora tutti nicchiano, nessuno ha risposto. Il tempo passa e nel frattempo i lavoratori vengono mandati a casa da Coopservice».

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