Il Tirreno

Lucca

Sentito il funzionario della Sovrintendenza rimpiazzato dopo il parere contrario al progetto

«Lo stadio non si può demolire»La conferma di Borella alla Procura

Ilaria Bonuccelli
«Lo stadio non si può demolire»La conferma di Borella alla Procura

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LUCCA. Demolire lo stadio, lasciando in piedi solo la «tribuna coperta» del 1934, sarebbe come «voler alzare il duomo di due piani». Un progetto inammissibile. È chiara la deposizione rilasciata venerdì ai carabinieri dall'architetto Glauco Borella, funzionario della Sovrintendenza. La "riqualificazione" del Porta Elisa, come pensata dal Comune insieme alla Lucchese calcio (e alla società immobiliare Valore), non si può fare. Lo dice oggi, Borella. Ma lo aveva detto anche a maggio del 2010 in un parere che non lasciava adito a dubbi: l'unico intervento ammissibile sullo stadio è «il restauro conservativo». Per questo, probabilmente, l'architetto è stato rimosso dall'incarico.  Così almeno la pensa il funzionario delle Belle arti, secondo quanto si ricava dalle deposizioni rilasciate ai carabinieri che continuano le indagini sulla presunta esistenza di una "cricca" lucchese, di politici, funzionari e professionisti, impegnata a favorire le operazioni immobiliari di Valore spa. Compresa quella della trasformazione dello stadio in un centro polivalente, dotato di negozi, appartamenti, albergo. Infatti, il Comune non si è arreso al diniego ricevuto a maggio 2010 da Borella. In tutti i modi, secondo quanto ricostruisce anche la Procura, avrebbe tentato una via per ottenere il consenso obbligatorio e vincolante delle Belle arti, visto che il Porta Elisa è tutelato come monumento di interesse nazionale: è, infatti, uno dei due esempi di architettura razionalista (del periodo fascista) sopravvissuti a Lucca. E soprattutto, insieme allo stadio di Torino, è stato il primo in Italia con una tribuna coperta realizzata in cemento armato.  A settembre del 2010, dunque, il Comune torna alla carica con la Sovrintendenza per ottenere un nuovo parere sull'intervento per il Porta Elisa. E per scavalcare Borella. Già l'8 settembre il sindaco è a Roma con Francesco Cecati, attuale funzionario delle Belle arti che si occupa delle questioni lucchesi: dalle telefonate intercettate, emerge l'interessamento del Comune (con il consigliere culturale del ministro degli Esteri, Franco Frattini) a far ottenere a Cecati l'incarico di "sovrintendente a Lucca". Per il giorno dopo, il 9 settembre, viene fissato - come si ricava dalle intercettazioni - un incontro fra Cecati e l'assessore ai grandi progetti, Marco Chiari, oggi accusato di corruzione. L'obiettivo è «agevolare un po' il progetto, niente di illegale», precisa Chiari a Mauro Favilla. Il 21 settembre, Borella viene rimosso e al suo posto si insedia Cecati. Come arriva la notizia, comincia un giro di telefonate (tutte intercettate), fra il 21 e il 22 settembre per far sapere che dello stadio «non se ne occupa più Borella». In realtà la pratica del Porta Elisa, o comunque tutto quello che arriva in Sovrintendenza dal 9 settembre in poi - conferma l'architetto alla Procura - non gli viene neppure più fatto vedere. E il 28 settembre Francesco Cecati suggerisce una soluzione tecnica a Chiari per bypassare il vincolo, bypassare il parere di Borella e consentire la demolizione dello stadio, tribuna esclusa. Nella telefonata intercettata con l'assessore, infatti, Cecati suggerisce: «Secondo me, la cosa un po' burocratica che si può dire è che il Comune farà la verifica di interesse (sul vincolo) come previsto dalla legge, perché quello è un obbligo di legge di tutte le cose che c'abbiano più di 50 anni. E poi (si può dire) che i vincoli, i vincoli italiani dei beni culturali sono ordinatori e non inibitori. Vuol dire che se il vincolo c'è non vuol dire che non si possa fare quelal cosa.. Dopo di che, siccome i vincoli non sono inibitori, parte dell'attività del Comune e delle soprintendenze è di trovare le modalità per rendere possibile un intervento».  Nonostante questa posizione, alla Procura Borella conferma il parere negativo del maggio 2010. La tribuna coperta ha un profilo distinguibile da ogni parte dell'impianto: per questo sarebbe inammissibile salvaguardare solo questa struttura, demolendo il resto. Soprattutto. poi, se la tribuna razionalista venisse inglobata in un nuovo complesso alto due piani, a ridosso delle Mura.  Queste osservazioni erano state riportate anche in una lettera inviata al Comune, ma inutilmente. Infatti, in agosto, ignorando il parere contrario delle Belle arti, la giunta approva il master plan dello stadio. A settembre, c'è l'accordo con la Sovrintendenza e il 14 ottobre il consiglio comunale adotta la variante urbanistica per dare il via alla ristrutturazione dello stadio. Che Borella continua a rifiutare di chiamare "riqualificazione".

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