Assolto cardiologo finito sotto processo per la morte di una donna
Il dottor Paolini che lavora all'ospedale Santa Croce era accusato di omicidio colposo e omessa diagnosi
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CASTELNUOVO. Assolto un cardiologo che era accusato di omicidio colposo e omessa diagnosi. Un bel sospiro di sollievo per Emilio Paolini, 61 anni, specialista dell'ospedale Santa Croce finito sotto processo per la morte di una paziente di 62 anni stroncata dalla setticemia all'ospedale Santa Chiara di Pisa. All'origine del decesso - avvenuto il 10 giugno 2006 - un'infezione da stafilococco presumibilmente avvenuta in sala impianti al momento dell'installazione di un pacemaker. A Elisena Fiori, 62 anni, di Castelnuovo, venne diagnosticata un'aritmia cardiaca che necessitava dell'inserimento di pacemaker permanente. Il 26 aprile la pensionata venne sottoposta a un intervento chirurgico per l'installazione dell'apparecchio. All'inizio tutto bene.
Il 4 maggio la donna venne sottoposta a una visita di controllo che non riscontrò problemi. Il 29 maggio si presentò nel reparto cardiologia dell'ospedale Santa Croce. Venne visitata da una dottoressa che non rilevò anomalie, ma che le consigliò una visita il giorno successivo da un altro cardiologo: il dottor Paolini. Anche lui non rilevò niente di significativo. Ma le condizioni della donna peggiorarono e il 2 giugno fu costretta a recarsi al pronto soccorso dell'ospedale Santa Croce. Da lì il ricovero: prima in medicina e poi in cardiologia. Sottoposta a nuovi accertamenti le venne diagnosticata una degenerazione settica grave. Probabilmente, stando all'accusa, prodotta da uno stafilococco contratto in sala impianti al momento dell'inserimento del pacemaker. Un caso rarissimo verificatosi nell'ospedale Santa Croce una sola volta, nel 1996. A quel punto la paziente venne trasferita all'ospedale Santa Chiara di Pisa in condizioni disperate perché l'infezione ormai si era propagata agli organi vitali. La donna morì il 10 giugno tra indicibili sofferenze e i parenti - il marito e i figli - si erano costituiti parte civile assistiti dall'avvocato Di Donato di Firenze.
Un'indagine che ha subito una serie di ritardi. Inizialmente la procura aveva chiesto l'archiviazione che poi, su opposizione della parte civile, è stata negata dal gip (dopo un rinvio in Cassazione) con la formulazione coatta del capo d'imputazione da parte dell'organo requirente. Ieri il giudice Billet ha assolto il medico, che era difeso dagli avvocati Tiziana Mannocci e Marco Meoli.
Il 4 maggio la donna venne sottoposta a una visita di controllo che non riscontrò problemi. Il 29 maggio si presentò nel reparto cardiologia dell'ospedale Santa Croce. Venne visitata da una dottoressa che non rilevò anomalie, ma che le consigliò una visita il giorno successivo da un altro cardiologo: il dottor Paolini. Anche lui non rilevò niente di significativo. Ma le condizioni della donna peggiorarono e il 2 giugno fu costretta a recarsi al pronto soccorso dell'ospedale Santa Croce. Da lì il ricovero: prima in medicina e poi in cardiologia. Sottoposta a nuovi accertamenti le venne diagnosticata una degenerazione settica grave. Probabilmente, stando all'accusa, prodotta da uno stafilococco contratto in sala impianti al momento dell'inserimento del pacemaker. Un caso rarissimo verificatosi nell'ospedale Santa Croce una sola volta, nel 1996. A quel punto la paziente venne trasferita all'ospedale Santa Chiara di Pisa in condizioni disperate perché l'infezione ormai si era propagata agli organi vitali. La donna morì il 10 giugno tra indicibili sofferenze e i parenti - il marito e i figli - si erano costituiti parte civile assistiti dall'avvocato Di Donato di Firenze.
Un'indagine che ha subito una serie di ritardi. Inizialmente la procura aveva chiesto l'archiviazione che poi, su opposizione della parte civile, è stata negata dal gip (dopo un rinvio in Cassazione) con la formulazione coatta del capo d'imputazione da parte dell'organo requirente. Ieri il giudice Billet ha assolto il medico, che era difeso dagli avvocati Tiziana Mannocci e Marco Meoli.
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