Il Tirreno

Lucca

«Mantenuti gli impegni politici»

Lo stadio Porta Elisa mentre ospita una partita
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Lo stadio Porta Elisa mentre ospita una partita

Valore spiega le intercettazioni sullo stadio

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LUCCA. Gli impegni «mantenuti», quelli delle intercettazioni, sarebbero «gli impegni politici del sindaco». I rapporti con Marco Chiari, passati al setaccio dalla Procura, sarebbero quelli con l'assessore delegato dal sindaco ai grandi progetti. Compresa la riqualificazione del Porta Elisa. Sono queste le spiegazioni che fornisce Giovanni Valentini, ex amministratore di Valore spa, la società immobiliare che, per la Procura (ma non per il tribunale del Riesame), avrebbe comprato con incarichi professionali i «favori» necessari a mandare avanti l' intervento sullo stadio e la costruzione di un nuovo quartiere a S. Anna. Il progetto dello stadio - scrive Valentini - è frutto «di un accordo politico maturato tra la giunta Favilla e gli imprenditori che avevano acquistato la Lucchese calcio. Chiari, per espressa determinazione del sindaco, era il soggetto politico delegato alla cura del progetto. Dunque rappresentava il necessario e obbligato referente per l'adempimento dell'accordo politico maturato in seno all'amministrazione comunale. È questo contesto politico che spiega la particolare cura dimostrata da Chiari, evidentemente interessato anche sul piano personale a legare il suo nome a una così rilevante opera di Valore spa». E sempre nella prospettiva dell'impegno assunto da Favilla con Valentini, quando ha rilevato l'80% delle quote della Lucchese, che «devono - sottolinea l'imprenditore - essere letti i messaggi da me inviati al sindaco e all'architetto Maurizio Tani», ex dirigente comunale all'urbanistica. Valentini si riferisce al ringraziamento, intercettato, «per aver rispettato gli impegni presi» sullo stadio.  Di questi impegni - prosegue Valentini - c'è riscontro «negli atti del consiglio comunale, tra i quali spicca, per rilevanza, la delibera nº 69 del 16 luglio 2009, con cui l'ampia maggioranza di 20 consiglieri comunali (su 29, con 9 astenuti), dà mandato alla giunta di "procedere concretamente sulla via della riqualificazione dello stadio Porta Elisa" e di "operare per l'inserimento nella prima variazione al regolamento urbanistico, conseguente al monitoraggio sull'edificato, prevista per settembre, delle variazioni urbanistiche che si rendano eventualmente occorrenti"».  Alla medesima finalità «tutta politica e già maturata in seno all'amministrazione comunale, assai prima dei presunti miei rapporti sospetti con Chiari (è la delibera di giunta 550 del 2009) risponde la scelta - sottolinea Valentini - di adottare quale strumento di pianificazione urbanistica il binomio master plan-variante urbanistica, che avrebbe consentito di evitare un ulteriore passaggio in consiglio comunale del "progetto Stadio"». Ovviamente - conclude Valentini - sempre «ferma restando l'ammissibilità di tale procedura e la sua derivazione dall'esperienza urbanistica vissuta a Torino nell'ambito della costruzione del nuovo stadio della Juventus».

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