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La ricetta per risollevare le sorti rossonere
«Unire gli imprenditori locali allestendo squadre giovani»
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Tambellini: la riqualificazione dello stadio deve seguire un iter cristallino 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Smettere di credere alle favole di miliardari arabi o russi, di petrolieri e ricchi armatori interessati alla Lucchese e puntando esclusivamente sulle nostre forze sapendo vivere in una dimensione locale. È la ricetta del capogruppo del Pd, Alessandro Tambellini, per dare un futuro stabile alla gloriosa squadra cittadina che dopo 106 anni di storia rischia, per la seconda volta in tre anni, di chiudere con il calcio professionistico. «I tifosi debbono smettere di credere agli asini che volano: il paradiso ce lo creiamo da soli con un percorso virtuoso che abbia alla base la valorizzazione dei giovani. Negli accordi originari della Lucchese c'era la ristrutturazione degli impianti dell'Acquedotto o comunque la creazione di una scuola calcio. Poi è stato dimenticato tutto a vantaggio dello stadio. Dobbiamo ricominciare a parlare di sport in modo serio e costruttivo e, per quanto dimostrato in questi anni, mi sembra che Giuliano Giuliani possa essere determinante per far ripartire un progetto che venga sostenuto da imprenditori locali capaci di superare differenze, particolarismi e incomprensioni lavorando assieme per il bene comune. Lo stadio? Al momento in cui in consiglio comunale avverrà un passaggio cristallino sulla riqualificazione dell'intera area che comprende anche l'ex ospedale Campo di Marte valuteremo alla luce del sole lo sviluppo dell'impianto del Porta Elisa in modo che diventi un luogo dello sport accessibile, funzionale e fruibile senza colate di cemento che ne stravolgano la vocazione originaria». Stando al capogruppo del Partito Democratico, Lucca sportiva deve seguire esempi virtuosi: «Il Viareggio chiude il bilancio in pareggio grazie alla valorizzazione dei giovani (7 in campo, circa 800mila euro di contributi federali e salvezza ottenuta nei playout) e il Gubbio attraverso la politica della valorizzazione e accordi presi con club di serie A (Genoa e Juventus in primis) ha conquistato la promozione in B. Una città che non può permettersi la fuoriserie per tenere in alto i propri colori deve andare avanti con un'utilitaria a cui però non manchi mai il carburante. E unendo le forze imprenditoriali l'obiettivo minimo, in attesa di tempi migliori, è possibile». L.T.
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