Il capogruppo Udc, Bertani: «Il sindaco dia un segnale»
Non serve una commissione d'inchiesta né un assessore tecnico all'urbanistica
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LUCCA. Occorre molto di più che sostituire un assessore o due. Ma, di sicuro, non serve l'assessore tecnico all'urbanistica. Tanto meno, servirebbe la commissione di indagine interna al Comune per valutare la legittimità delle varianti urbanistiche. Il capogruppo dell'Udc, Luigi Bertani, non si ritrova nella posizione del suo partito riportata dal Tirreno. Dopo la riunione di lunedì sera del coordinamento provinciale, è sempre più sicuro che le soluzioni ipotizzate (a cominciare dalla sostituzione degli assessori) non bastino a rimettere in moto l'amministrazione comunale, in piena tempesta giudiziaria per l'inchiesta sugli intrecci presunti fra mazzette e operazioni immobiliari. «Come gruppo consiliare - conferma Bertani - non ci ritroviamo nelle posizioni attribuite al partito. Se queste fossero le decisioni, sarebbero state prese passando sulla nostra testa, mentre sarebbe più giusto che gruppo consiliare e partito concordassero insieme la linea politica da tenere». Tanto più - insiste Bertani - che la «posizione attribuita al partito appare superficiale. Sembra che i vertici non abbiano percepito la gravità della situazione perché le prospettive date come rimedi sono insufficienti. Infatti, occorre che il sindaco dia un segnale alla città e non ai partiti. Mauro Favilla deve dimostrare agli elettori che vuole iniziare una fase nuova. Le sostituzioni e gli allontanamenti di alcuni assessori dalla giunta è solo roba da partiti». Soprattutto, poi - rincara Bertani - se fra le persone da sostituire ci deve essere Marco Modena, attuale assessore all'ambiente, nominato da poco tempo. E, quindi, non coinvolto in alcuna maniera nelle varianti sulle quali sta indagando la Procura. Bertani, però, non suggerisce alternative «perché sta al sindaco - evidenzia - presentare una proposta. Di sicuro la proposta non può essere la commissione interna di indagine su atti che sono già al vaglio della magistratuta». È per questo, conclude Bertani, che il «gruppo consiliare prende le distanze dalla posizione attribuita al partito. Non siamo d'accordo né con il metodo adotatto né, tanto meno, con il merito delle proposte. Fra l'altro, proprio due sere fa si è riunito il coordinamento provinciale e sulla linea da seguire nei confronti dell'amministrazione lucchese non ci hanno dato risposte così chiare come quelle che si sono lette sul giornale».
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