Fli, appoggio condizionato a Favilla
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Maurizio Dinelli e Giuliana Baudone in consiglio comunale Le richieste: via subito Pierami, poi tutti gli altri cambiamenti in giunta
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LUCCA. Appoggio «condizionato» di Fli al sindaco. Se Mauro Favilla vuole finire il mandato - dice il partito di Fini - deve cambiare la giunta. E deve definire «pochi punti qualificanti» da concludere entro la primavera del 2012. È chiara la posizione di Futuro e Libertà, rappresentato in consiglio comunale da due esponenti, Giuliana Baudone e Giacomo De Luca, membri del gruppo di Forza Lucca, sempre più critico nei confronti dell'amministrazione Favilla. Servono cambiamenti. E servono subito, dice il Fli che non vuole aspettare neppure il voto sul bilancio. A pochi giorni dall'esame in consiglio comunale delle delibere sulle nuove tariffe dei servizi e alla vigilia del voto sul bilancio di previsione, Giuliana Baudone è netta: Giovanni Pierami, l'assessore alle finanze, indagato per concorso in corruzione, deve lasciare l'incarico. «La sua presenza - sottolinea Giuliana Baudone - non è indispensabile perché compito dell'assessore è dare l'indirizzo politico sul bilancio. Il documento contabile, però, viene messo insieme dai dirigenti. Basta che ci siano i funzionari al loro posto». Secondo Massimo Bulckaen, coordinatore comunale del partito, il sindaco ha già fatto un passo avanti per ridimensionare il ruolo di Pierami, siglando con Capannori un accordo sull'acqua che va in senso opposto a quello sponsorizzato in questo mandato dall'assessore alle finanze. Ma questo passo non basta, insiste il coordinatore. Così la pensano anche i vertici regionali del partito, presenti a un incontro a Lucca due sere fa. Infatti, in un documento il Fli ribadisce che «il sostegno al sindaco, di cui non discutiamo la correttezza personale, sarà condizionato alle scelte che vorrà attuare per salvare l'amministrazione comunale assumendosi la piena responsabilità politica della attuale crisi». In concreto - precisa il Fli - è «necessario e urgente un cambiamento nella giunta e la condivisione di pochi e qualificanti punti programmatici di fine mandato per guidare l' amministrazione fino alle comunali di primavera, evitando un nuovo commissariamento della città». Anche se, in realtà, sono sempre di più le persone in maggioranza convinte che la fine anticipata del mandato sia un male minore del commissariamento del Comune. Soprattutto se questo ultimo anno di mandato deve essere portato avanti come quello appena trascorso: con contrasti di maggioranza che ingessano l'attività amministrativa. Una prima risposta agli interrogativi sul futuro dell'amministrazione potrebbe venire già in settimana, con il voto consiglio comunale sulle delibere delle nuove tariffe. Con meno di 21 voti a favorfe, infatti, si aprirà un problema politico nel centrodestra, anche se gli atti dovessero essere approvate. Non a caso, in questi giorni, sindaco e lo stesso Pierami avrebbero iniziato una campagna di "convincimento" che riguarderebbe anche esponenti del centrosinistra. Sia Favilla che Pierami, infatti, vogliono essere certi che le delibere delle tariffe passino con una maggioranza larga. Lo stesso vale per il bilancio. Che, nel programma di Favilla, segnerebbe lo spartiacque per la rivoluzione della giunta. Il sindaco, infatti, non vorrebbe cambiare assessori prima del voto in aula sul documento previsionale, per non creare troppo malumori. Ma per non scontentare neppure chi preme per un rimpasto più veloce, sarebbe disposto a blindare l'accordo (magari mettendolo nero su bianco). Il. Bo. MODENA E STEFANI «Pronti a un passo indietro» Modena e Stefani pronti a rimettere le deleghe nelle mani del sindaco. A patto che - dice Forza Lucca - Favilla presenti una proposta di giunta credibile. Con i cambiamenti finora solo annunciati. «A mio avviso - conferma Maurizio Dinelli, capogruppo di FL - né Marco Modena né Benedetto Stefani avrebbero difficoltà a restituire le deleghe al sindaco, se Favilla presentasse un pacchetto di cambiamenti per la giunta. Credo, anzi, che glielo abbiano già fatto presente e questo atteggiamento mi sembra responsabile». Al contrario, Dinelli considera uno «scivolone, la richiesta del Pdl e dell'Udc, formalizzata a Favilla all'inizio della settimana, di nominare un tecnico come assessore all'urbanistica. Mi meraviglia soprattutto la posizione dell'Udc, gruppo che in consiglio comunale era federato con noi. Non capisco perché reclamare questo cambiamento nell'urbanistica, visto che Marco Modena, come assessore, e Antonio Trapani come presidente della commissione (entrambi in quota a FL) hanno dato dimostrazione di capacità e onestà non comuni, da quando hanno assunto gli incarichi che ricoprono».
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