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«Niente falso per Tani mentre non c'è traccia della corruzione»
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L’avvocato Di Bugno uno dei penalisti più noti del foro di Lucca difende l’assessore Marco Chiari2 MINUTI DI LETTURA
Gli avvocati Enrico Marzaduri e Carlo Di Bugno hanno già inoltrato al tribunale della Libertà di Firenze i motivi del Riesame per i loro assistiti: il superassessore Marco Chiari, detenuto nel carcere di San Giorgio da nove giorni, e il dirigente alla programmazione e pianificazione del comune di Lucca, Maurizio Tani, da 72 ore ai domiciliari. Chiedono l'annullamento di tutte le misure cautelari adottate dal giudice delle indagini preliminari Simone Silvestri. Il punto nodale della loro articolata difesa riguarda l'accusa di falso per la relazione di monitoraggio sull'edificato approvata dal consiglio comunale a dicembre del 2010. In sostanza, Tani non avrebbe dichiarato nella relazione una superficie residenziale disponibile superiore a quella prevista dal piano strutturale. Ma per il collegio di difesa il regolamento di conformità venne approvato nel 2004 e assieme al dirigente comunale arrestato (Tani) redatto da due professionisti (gli architetti Bedini e Cinquini). Quell'elaborato della pubblica amministrazione venne preso per buono e quindi le indicazioni riprese nella delibera del 15 dicembre 2009.
Quindi, per la difesa, non si formò alcun falso ideologico in atto pubblico sull'adozione della variante di minima e di quella di riallineamento. Semmai all'epoca - 2004 - poteva essere stato commesso un abuso d'ufficio e non soltanto da Tani, ma anche dai consulenti esterni incaricati dal comune. Se così fosse però il reato sarebbe già estinto per sopravvenuta prescrizione e comunque sostituendo l'abuso con il falso cadrebbero i presupposti per la detenzione. C'è poi la corruzione. Al di là che ne esistono 23 fattispecie stando ai legali di Marco Chiari nell'inchiesta non sarebbe stata trovata dazione. E anche riguardo alla vicenda dell'accatastamento, per la procura il sistema per nascondere la mazzetta, alla fine il denaro (tolte spese e bolli) che gli indagati si sarebbero messi in tasca ammonterebbe a meno di duemilacinquecento euro. Un po' poco - per la difesa - per giustificare la custodia cautelare in carcere. Stanno ultimando le pratiche anche l'avvocato Luigi Velani, legale dell'ingegner Andrea Ferro, quello dell'architetto Luca Ruggi, avvocato Maurizio Campo e la dottoressa Giulia Padovani per l'architetto Giovanni Valentini della Valore spa.
Quindi, per la difesa, non si formò alcun falso ideologico in atto pubblico sull'adozione della variante di minima e di quella di riallineamento. Semmai all'epoca - 2004 - poteva essere stato commesso un abuso d'ufficio e non soltanto da Tani, ma anche dai consulenti esterni incaricati dal comune. Se così fosse però il reato sarebbe già estinto per sopravvenuta prescrizione e comunque sostituendo l'abuso con il falso cadrebbero i presupposti per la detenzione. C'è poi la corruzione. Al di là che ne esistono 23 fattispecie stando ai legali di Marco Chiari nell'inchiesta non sarebbe stata trovata dazione. E anche riguardo alla vicenda dell'accatastamento, per la procura il sistema per nascondere la mazzetta, alla fine il denaro (tolte spese e bolli) che gli indagati si sarebbero messi in tasca ammonterebbe a meno di duemilacinquecento euro. Un po' poco - per la difesa - per giustificare la custodia cautelare in carcere. Stanno ultimando le pratiche anche l'avvocato Luigi Velani, legale dell'ingegner Andrea Ferro, quello dell'architetto Luca Ruggi, avvocato Maurizio Campo e la dottoressa Giulia Padovani per l'architetto Giovanni Valentini della Valore spa.
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