Il Tirreno

Lucca

Ore e ore sotto il sole per una briciola di fama e sperare in un lavoro

Rossella Lucchesi
Ore e ore sotto il sole per una briciola di fama e sperare in un lavoro

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Iniziano di buon mattino le riprese di "Finalmente la felicità", il nuovo film del regista e attore fiorentino Leonardo Pieraccioni. Il primo ciak in un laboratorio di marmo dei Pubblici Macelli. Fuori dal set una folla di curiosi; intorno operai, macchinisti, addetti alla produzione. Da una parte le comparse, in attesa del loro turno. Uomini e donne di ogni età ed estrazione sociale; il pensionato e la casalinga, l'operaio, lo studente: tutti fremono per conquistare un attimo di notorietà.  Le comparse del primo giorno di riprese lucchesi sono circa una trentina; attendono con pazienza il termine delle riprese ai Macelli per trasferirsi alla stazione - tutti armati di trolley, borsoni e valige - dove saranno chiamati a svolgere il ruolo loro assegnato. Molti sono alla prima esperienza; alcuni hanno già avuto una parte in film e fiction. Ma una nuova esperienza potrebbe anche aprire le porte del successo.  Tra i volti noti Giuseppe Cecchini, imprenditore edile di Pistoia, habituè dei film di Leonardo Pieraccioni. Conosciuto casualmente tramite l'amico e compaesano Francesco Guccini che interpretò se stesso in un suo film, Cecchini è diventato una presenza fissa nei film del regista fiorentino. Sempre col nome di Beppone, come ormai tutti lo chiamano. È lui il professore di "Ti amo in tutte le lingue del mondo", il grossista del mercato in "Una moglie bellissima" e il paziente in "Io e Marylin". Un legame di stima e amicizia è nato tra Beppone e Pieraccioni che si sentono spesso e si incontrano per cenare con gli amici.  Nel gruppo delle comparse anche il consigliere comunale del Pd Daniele Piuppani che aveva partecipato al casting sollecitato dalla figlia, quasi certo di essere scartato. «Un'esperienza diversa che mi intriga - afferma Piuppani - e mi incuriosisce, oltre a tenermi distante un giorno dai problemi quotidiani».  È qui per la grande passione per lo spettacolo Paolo Gabbriellini di Lucca, ex dipendente Telecom che ha al suo attivo partecipazioni a piéce teatrali come un musical dedicato a San Francesco. Anche il trentenne lucchese Daniele Ianniello, disoccupato con un trascorso tra le tavole del teatro e vari cortometraggi è arrivato sul set con la speranza di proseguire sulla strada dello spettacolo, magari non più da dilettante, viste le esperienze con attori e registi.  Curiosità, ma spesso anche necessità di guadagnare qualcosa, nonostante l'esiguità dei compensi che, salvo rare occasioni, si aggirano intorno ai settanta euro al giorno: per cifra di questo genere molti hanno percorso decine di chilometri. Altri invece, spinti da altri motivi, hanno rinunciato a impegni e preso un giorno di ferie dal lavoro.  Giulia Vannucci, ventiduenne studentessa in psicologia, arriva da Pistoia ed è a Lucca per caso: aveva accompagnato il fidanzato al casting ma è stata scelta lei al suo posto. E adesso freme di provare un'esperienza insolita che «chissà non possa un giorno avere un seguito», dice.  Lavora come commessa in un negozio di Lucca ed è una bellissima ragazza con tutte le caratteristiche per entrare nel cinema Rachele Rosati, che aspetta il suo turno chiacchierando con Simona Casella, studentessa in ingegneria civile a Pisa che ha voluto provare a fare la comparsa per divertimento.  Arriva da Camaiore Lorenzo Roncoli, studente in medicina che ha saputo del casting da un amico che studia regia e col quale un giorno potrebbe lanciarsi nel mondo del cinema. «Nonostante l'attesa e il caldo sono felice di partecipare al film, anche solo per passare una giornata diversa», dice Maria Rosa Turicchi, pensionata di Sant'Anna con la passione per il ballo, entusiasta di trovarsi in mezzo a tanta gente famosa che nella quotidianità sembra irraggiungibile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera