Dinelli: «Serve più controllo anche sulle aziende partecipate»
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LUCCA. Più controllo e più trasparenza anche sulle società partecipate da capitali pubblici. È la richiesta avanzata da Forza Lucca, mentre l'inchiesta sulla corruzione e i legami tra affari e politica scuote il Comune. Il capogruppo di FL, Maurizio Dinelli, parte dalla considerazione che anche a Lucca le società partecipate siano state costruite «con poteri e capitali rilevanti e controlli quasi inesistenti.
Il presidente della commissione partecipate Marco Andreoni (non corroborato da nessuno della giunta) sta portando una ventata di nuovo nella galassia delle società, con non poche resistenze tra alcuni nominati, ben individuati».
Infatti, ricorda Dinelli, già a maggio, grazie alla collaborazione dell'opposizione, è diventato obbligatorio «rendere pubblici i redditi di chi è nominato dal sindaco in enti o partecipate. Nell'ultima riunione della commissione abbiamo avanzato una proposta - che ufficializzeremo alla prossima riunione dei capigruppo - nata dal confronto con il collega Luigi Bertani dell'Udc, che può essere realizzata in pochi mesi, se il sindaco dimostrerà con le sue proposte che è utile per la città arrivare in carica alla prossima primavera. Vorremmo inserire nello statuto e nel regolamento del Comune nuovi obblighi per le partecipate: presentare il bilancio preventivo delle società al Comune, completo delle principali opere da realizzare sul territorio; rendere obbligatori e noti a tutti i concorsi per le assunzioni, anche a tempo determinato».
Infatti - denuncia Dinelli - oggi «sono molto più visibili e rilevanti le opere decise dai consigli di amministrazione delle partecipate che quelle votate in consiglio comunale e sono molti di più i dipendenti nelle aziende di quelli che lavorano in municipio». Sull'argomento - specifica Dinelli - è necessario «il contributo degli altri gruppi perché le nostre proposte non sono esaustive. Se la nostra proposta sarà accolta, sempre se lo tsunami non spazzi via questa amministrazione (con queste proposte tentiamo di non farlo accadere) riusciremo a dimostrare che si può operare insieme sulle regole, per poi confrontarsi anche aspramente sui contenuti».
Anche Umberto Sereni è convinto che più delle elezioni anticipate oggi serva un comitato di salute pubblica, una giunta di garanzia composta da 6-7 persone di specchiata moralità: «Il muro contro muro - dice - è inutile. Chi attacca non ha la forza perchè in qualche modo è compromesso, chi si difende non si arrende. Occorre una tregua, affidando le sorti cittadine a poche persone di specchiata e alta moralità per riscrivere un codice di comportamento etico. Dalle intercettazioni emerge un'amministrazione sovrana, estranea e ostile nei confronti di cittadini sudditi e indifesi».
Il presidente della commissione partecipate Marco Andreoni (non corroborato da nessuno della giunta) sta portando una ventata di nuovo nella galassia delle società, con non poche resistenze tra alcuni nominati, ben individuati».
Infatti, ricorda Dinelli, già a maggio, grazie alla collaborazione dell'opposizione, è diventato obbligatorio «rendere pubblici i redditi di chi è nominato dal sindaco in enti o partecipate. Nell'ultima riunione della commissione abbiamo avanzato una proposta - che ufficializzeremo alla prossima riunione dei capigruppo - nata dal confronto con il collega Luigi Bertani dell'Udc, che può essere realizzata in pochi mesi, se il sindaco dimostrerà con le sue proposte che è utile per la città arrivare in carica alla prossima primavera. Vorremmo inserire nello statuto e nel regolamento del Comune nuovi obblighi per le partecipate: presentare il bilancio preventivo delle società al Comune, completo delle principali opere da realizzare sul territorio; rendere obbligatori e noti a tutti i concorsi per le assunzioni, anche a tempo determinato».
Infatti - denuncia Dinelli - oggi «sono molto più visibili e rilevanti le opere decise dai consigli di amministrazione delle partecipate che quelle votate in consiglio comunale e sono molti di più i dipendenti nelle aziende di quelli che lavorano in municipio». Sull'argomento - specifica Dinelli - è necessario «il contributo degli altri gruppi perché le nostre proposte non sono esaustive. Se la nostra proposta sarà accolta, sempre se lo tsunami non spazzi via questa amministrazione (con queste proposte tentiamo di non farlo accadere) riusciremo a dimostrare che si può operare insieme sulle regole, per poi confrontarsi anche aspramente sui contenuti».
Anche Umberto Sereni è convinto che più delle elezioni anticipate oggi serva un comitato di salute pubblica, una giunta di garanzia composta da 6-7 persone di specchiata moralità: «Il muro contro muro - dice - è inutile. Chi attacca non ha la forza perchè in qualche modo è compromesso, chi si difende non si arrende. Occorre una tregua, affidando le sorti cittadine a poche persone di specchiata e alta moralità per riscrivere un codice di comportamento etico. Dalle intercettazioni emerge un'amministrazione sovrana, estranea e ostile nei confronti di cittadini sudditi e indifesi».
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