Il Tirreno

Lucca

Lucca sulle monete da 2 euro

Rossella Lucchesi
Giuliano Marchetti della Zecca (Vip)
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Giuliano Marchetti della Zecca (Vip)

Entreranno in circolazione l'anno prossimo

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 LUCCA. La Zecca di Lucca sarà l'oggetto della moneta circolante da 2 euro per il 2012. L'incarico arriva dalla Zecca di Stato che ogni anno realizza monete di carattere commemorativo di propaganda culturale del valore nominale di 2 euro che vanno in circolazione in tutta Europa. Ovvero quelle che adoperiamo ogni giorno. Naturalmente sarà la Zecca di Stato a coniare la moneta, ma il soggetto sarà il frutto del lavoro del magister monetae Giuliano Marchetti, già all'opera «per un progetto di rilevanza europea che accrescerà il prestigio della nostra città». Lo stesso Marchetti potrebbe essere l'autore dei 2 euro d'argento della serie "Italia delle Arti" destinato al mondo del collezionismo.  Intanto mercoledì nella sede della Zecca sul baluardo San Donato sarà inaugurata un'esclusiva mostra di monete di Casa Savoia. Un'esposizione di valore inestimabile che racconta la storia della dinastia dal 1100 al 1870, realizzata in collaborazione col Museo nazionale archeologico di Firenze e la Sovrintendenza archeologica della Toscana per festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia. 380 monete rare di proprietà statale attualmente conservate presso il Monetiere del museo fiorentino. Come il fiorino del 1383 di Amedeo VII detto il Conte Rosso, lo scudo di Ludovico il generoso, III duca di Savoia del 1440, la moneta da 5 doppie del 1730 di Carlo Emanuele III re di Sardegna.  Fino alle più recenti cinque lire d'argento datate 1936 di Vittorio Emanuele III Re d'Italia. Una collezione itinerante che la Zecca di Lucca è riuscita ad ottenere, grazie al prestigio acquisito negli anni, visitabile fino al 31 agosto. Allo scopo di promuovere non solo cultura, ma informazione storica dice Marchetti che lancia un appello ai giovani a frequentare maggiormente i luoghi di cultura. L'attività espositiva della Zecca proseguirà a settembre con una mostra inedita di coni e punzoni giacenti presso l'archivio lucchese che nessuno pensò mai di distruggere all'epoca, pensando che un giorno avrebbero potuto essere riutilizzati. «In parte così è stato» aggiunge il vice presidente Carlo Zumbo, ricordando che nel 1902 le monete coniate a Lucca erano in circolazione e venivano cambiate. Infine Marchetti rilancia la proposta di creare una scuola di incisione e creazione di gioielli che consenta la prosecuzione di una tradizione che rischia di scomparire.

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