Il presidio
Eurosak, salvi gli 80 posti di lavoro
Luca Tronchetti
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EUROSAK. Lazienda leader nella produzione di imballaggi industriali ha ottenuto il concordato preventivo dal tribunale (vip) Ok del tribunale fallimentare al concordato preventivo in continuità
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PORCARI. Okay dei giudici del tribunale fallimentare al concordato preventivo in continuità per l'Eurosak di Porcari, una delle aziende leader del settore nella produzione e nel commercio di imballaggi industriali. Una decisione che salvaguarda gli 80 dipendenti della ditta e che consente di proseguire l'attività attraverso un piano che tutela i creditori (banche e fornitori in primis). Adesso occorre l'adesione al concordato preventivo da parte dell'assemblea dei creditori, convocata per il 27 ottobre, e la successiva omologa del tribunale affinchè l'azienda - attiva dal 1962 - possa tirare un definitivo respiro di sollievo. La richiesta di concordato preventivo era stata depositata dai legali dell'amministratore unico dell'Eurosak, Franco Colombini, il 31 marzo 2011 e fondamentale per l'okay dei giudici (presidente Francesco Mormino, a latere Giulio Giuntoli e Giacomo Lucente) la cessione a garanzia di alcuni immobili, di macchinari non strategici e della rinuncia delle banche in possesso di crediti chirografari. Il tribunale ha anche nominato quale commissario giudiziale la dottoressa Paola Del Prete di Porcari. LA CAUSE DELLA CRISI Il Gruppo Eurosak è composto dall'Eurosak Imballaggi Industriali spa, dalla Euroservice Due srl, dalla Industrie Resine Biccari spa e dalla francese Eurosak Sarlu. A partire dal 2007 si sono manifestati progressivamente fattori di crisi che hanno comportato la contrazione del fatturato che non ha portato a una riduzione dell'indebitamento con le banche e con alcuni fornitori e hanno avuto come risultato negativo i bilanci d'esercizio 2008 e 2009 e la situazione economico-patrimoniale del 2010 (tra attivo e passivo il saldo negativo è pari a poco meno di un milione di euro). I motivi della crisi? L'innalzamento dei prezzi delle materie prime nel periodo 2007-2009, le difficoltà finanziarie della controllata francese Europacaging spa e quelle economiche delle Industrie Resine Biccari (la ditta ha chiesto di essere ammessa al concordato preventivo), ma soprattutto il rilevante incaglio verificatosi nei confronti di due aziende controllate del Gruppo Impregilo che ha prodotto un mancato incasso di un milione di euro e in generale nei primi mesi del 2008 un'esposizione creditoria di quasi 12 milioni con conseguente diminuzione del fatturato. Così Eurosak, supportata dal Banca Finnat Euroamerica spa, predispose a fine 2008 un piano industriale finalizzato al riequilibrio dei conti con aspettative di sviluppo futuro. I ritardi in fase di realizzazione del piano, unitamente a una delle dismissioni immobiliari previste dal risanamento, hanno determinato l'insorgere di criticità nonostante l'impegno dell'azionista di maggioranza di aumentare di due milioni il capitale sociale. Da lì la decisione della società, con il coordinamento delle banche, di ricorrere al concordato preventivo in continuità. IL CONCORDATO Per risanare l'Eurosak il concordato prevede il soddisfacimento dei creditori consensuali attraverso i flussi di cassa e la continuazione dell'attività operativa. Il tutto tutelando gli 80 posti di lavoro. Per far fronte alle esigenze di liquidità per rimborsare il debito l'azienda vende un immobile a Porcari oggetto di promessa irrevocabile d'acquisto da parte della Cartindustria Eurocarta per un importo di un milione e 630mila euro mentre altri due immobili (uno a Porcari del valore di 3 milioni e un altro vicino Marsiglia del valore di 3 milioni e 100mila euro) sono oggetto di cessione a terzi entro il 2014. C'è un poi un terreno edificabile a Castelletto Monferrato valutato 270mila euro e i macchinari di minor capacità produttiva che verranno ceduti entro il 2011. Attraverso gli introiti e le nuove negoziazioni con le banche i creditori privilegiati e i chirografari con leasing saranno garantiti in toto (100%), i chirografari ritenuti fornitori strategici otterranno il 97,50% di quanto dovuto in un periodo di tempo ra 12 e 24 mesi, i chirografari bancari otterranno il 55% del credito mentre gli altri chirografari il 12%. Entro il 2015 tutti i creditori saranno soddisfatti.
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