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Tentato omicidio, resta in carcere l'accoltellatore
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Il capitano Donato Manca Davanti al giudice delle indagini preliminari si avvale della facoltà di non rispondere
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MINUCCIANO. Il giudice delle indagini preliminari Alessandro Dal Torrione ha respinto la richiesta della misura degli arresti domiciliari a casa dei parenti presentata dal legale di Umberto Colli, 44 anni, di Minucciano, accusato di tentato omicidio per aver ferito con due coltellate all'addome l'anziano genitore ricoverato all'ospedale di Castelnuovo. L'accoltellatore, difeso dall'avvocato Massimo Neri di Viareggio, per adesso resta in carcere. Nel corso dell'udienza di convalida si è avvalso della facoltà di non rispondere. Per il giudice sussiste il pericolo di reiterazione del reato e occorreranno settimane prima di chiarire come si sono svolti i fatti all'interno dell'abitazione di Agliano. Soltanto a quel punto il legale dell'indagato presenterà una nuova istanza di revoca della misura cautelare in carcere. «Ho potuto parlare brevemente con il mio assistito. - dice l'avvocato Neri - Mi è sembrato pentito del gesto commesso ai danni del padre. Al momento si è avvalso della facoltà di non rispondere e nelle prossime ore cercherò di capire meglio, dopo aver sentito dei parenti (alcuni erano presenti nella casa al momento del raptus omicida), cos'è accaduto realmente: se il mio cliente voleva davvero uccidere o soltanto causare lesioni al genitore e soprattutto se era capace d'intendere e di volere al momento in cui ha inferto le coltellate». Migliorano intanto le condizioni di Annibale Colli, 68 anni, il pensionato ferito al ventre e al costato dal figlio disoccupato affetto da disturbi della personalità e da problemi di alcolismo.
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