«Vogliamo la verità sui tre rettili»
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Maurizio Lenzi mostra la camera da letto dovè finita la biscia dacqua uscita dalla tazza del water: accanto un volontario mentre prende tra le mani il rettile di un metro e 23 centimetri (Foto vip) Lo sfogo del proprietario della villetta che chiede alla polizia di risolvere il giallo
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LUCCA. «Adesso vogliamo sapere chi si è divertito a gettare quei rettili nella rete fognaria senza pensare alle conseguenze». È molto arrabbiato Maurizio Lenzi, dipendente della Credem. Da domenica la sua casa è infestata dai serpenti che non fanno chiudere occhio a lui, sua moglie e le due sue figlie. Sua moglie Daniela ha presentato denuncia alla polizia. Gli inquirenti, sulla base di vecchi accertamenti, ritengono che nell'area in questione - via Giacomo Matteotti a S. Anna - ci possa essere qualche appassionato di rettili che stancatosi di custodire quelle bestie abbia pensato di disfarsene attraverso la rete fognaria. Tutto s'immaginava il bancario tranne di ripetere l' esperienza vissuta domenica sera quando la figlia scoprì nel water una gigantesca biscia. «Meno male alla Geal avevano detto che non era possibile che i serpenti potessero entrare nelle tubature. - dice Maurizio Lenzi - Abbiamo passato una notte d'inferno. Non fa piacere scoprire un serpente accanto a letto. E peggio ancora sapere che nello scarico ce n'è un altro che vive nelle zone equatoriali. C'è da che sentirsi male. Quando ho visto la testa del serpente a 30 centimetri dalla faccia di mia moglie mi è caduto il mondo addosso. Ripensandoci a mente fredda mi sento male. Mi fa una rabbia sapere che c'è qualcuno che magari resterà impunito che ha potuto fare una cosa del genere. Chi mi ripaga lo spavento e l'angoscia di mia moglie e delle mie figlie e lo stress causato da questa assurda e incredibile situazione?». Cristiano Pacini, l'erpetologo del nucleo guardie ecozoologiche della protezione civile, è stato tra i primi ad intervenire nella villetta di via Matteotti: «Mi avevano già chiamato lunedì scorso - dice - e quando ho ricevuto la telefonata sono rimasto di sale. Peggio ancora quando, attraverso l'apparecchiatura di cui dispongo, ho visto che in fondo allo scarico c'era un serpente corallo di 50 centimetri. Sono sbiancato. Un anfibio pericoloso che vive nelle zone tropicali e che è riuscito ugualmente a sopravvivere. Fortunatamente non si trattava delle specie velenosa. Tuttavia episodi del genere accadono sempre più spesso. Lo scorso anno a Montuolo un pitone si era infilato nella fognatura uscendo poi dal water». Per tutta la giornata di ieri i tecnici della Geal hanno lavorato per mettere in sicurezza la casa di Maurizio Lenzi e l'intera zona. «Più passa il tempo e più ci convinciamo che l'anomalia dei serpenti è dovuta al gesto sconsiderato di qualche amante dei rettili che poi li ha scaricati direttamente nella rete fognaria. - dice il tecnico Geal, Mauro Fabro - Resta da capire come abbiamo fatto gli animali a risalire le tubazioni lisce e scivolose e a superare il sifone che oltretutto ci risultava chiuso e strisciare sin dentro lo scarico. Abbiamo effettuato una serie di scavi per sincerarci che non ci fossero rotture nel condotto fognario causate magari da altri lavori effettuati in passato (per esempio le fibre ottiche) e mai segnalati. In sostanza pertugi e fessure che le bisce potevano utilizzare per poter entrare nel pozzo nero. Ma tenderei ad escludere tale ipotesi. La presenza poi del serpente corallo, che non vive nelle nostre zone, è indicativa. Qualcuno l'ha gettato nello scarico per liberarsene. Alla famiglia Lenzi mi sento di dire che adesso potranno dormire sonni tranquilli. Abbiamo ripulito tutto ed episodi del genere non si verificheranno più». L.T. ALTRO SERVIZIO A PAG. 11
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