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Attività ricettive fuori regola, parte la guerra
B.A.
Aigo, sindacato dei B&B, chiede un logo per le attività legali
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LUCCA. La lotta alle attività ricettive abusive sarà l'occupazione principale di Aigo, il sindacato appena costituito in seno a Confesercenti (il presidente provinciale è Pietro Monticelli, del B&B La Cappella). Tutela della categoria ma non solo: gli scopi del nuovo organismo spazieranno anche nel campo della formazione di quanti gestiscono o sono intenzionati a gestire Bed and breakfast, affittacamere, case vacanze, della revisione della normativa del settore e nel sostegno e promozione delle stesse strutture. A giorni inoltre, Confesercenti darà il via - attraverso un questionario - a una campagna di ascolto degli imprenditori interessati, che potranno, attraverso le schede, esprimere i propri punti di vista. La lotta all'abusivismo, però, sarà il primo impegno di Aigo. Un fronte sul quale, secondo Confesercenti, «ci vuole in città trasparenza da parte di tutti gli enti che vogliono intervenire. Le questioni sono due: o c'è disattenzione o gli strumenti normativi sono inadeguati». La presenza di strutture ricettive abusive, divulgate anche attraverso portali internet, è in quantità intollerabile, tuona Confesercenti. «Se per intervenire e farle chiudere il problema è di carattere normativo, allora invitiamo il sistema locale a formulare una proposta precisa e a sottoporla alla Regione. Dobbiamo fare un passo in avanti verso la regolamentazione del settore, sennò gli operatori si sentono presi in giro. Troppo spesso le attività legali, che pagano le tasse, si sentono dire dai turisti "ma io ho trovato a metà del prezzo che mi fate", ma chi chiede metà prezzo sono gli abusivi». Nella battaglia contro gli abusivi, Confesercenti vuole coinvolgere anche le associazioni dei consumatori. E alla Regione chiederà di contrassegnare con un logo le attività che operano secondo legalità. «Sarebbe un modo - conclude Confesercenti - per dare un primo segnale al turista che entra in una struttura regolarmente dichiarata e non in un luogo dove si opera senza alcuna autorizzazione».
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