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Lucca

Cervelli: «Più democrazia» Fabbri: «Ora servono fatti»

Franco Fabbri
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Franco Fabbri

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LUCCA. Vanda Cervelli, vice coordinatore provinciale del Pdl, chiede «più democrazia». Vuole nuovi direttivi espressi dalla base, attraverso i congressi (finora mai celebrati) e non imposti dall'alto. Per rimediare agli errori commessi, che hanno portato alla sconfitta elettorale, chiede a Roma e a Firenze di archiviare le «manie di verticismo» che non avvicinano gli elettori al partito. Se Vanda Cervelli cerca rimedi "politici" alla disfatta elettorale, Franco Fabbri, presidente del consiglio comunale, pensa che sia prioritario intervenire sull'azione amministrativa. In parole povere, vuole che il Comune riesca a conclude qualche cosa prima della fine del mandato. In particolare ritiene di vitale importanza approvare la variante al piano strutturale con il nuovo regolamento urbanistico. «Oltre a individuare gli obiettivi prioritari dell'ultimo scorcio di legislatura - aggiunge Fannri - è importante anche cambiare il modo di rapportarsi alla città. Quando si adottano alcuni provvedimenti delicati, come l'attivazione dei varchi o la modifica del terminal per i bus turistici, è fondamentale confrontarsi con la gente. Avere la capacità di ullustrare i provvedimenti, di farli capire. Altrimenti diventa un problema serio».  Per risolvere i problemi, comunque - osserva ancora Vanda Cervelli - non «ci dobbiamo buttare la croce addosso. O meglio: possiamo attribuire le colpe anche alla dirigenza provinciale, ma gli imputati non sono solo i vertici locali». Continuare a colpevolizzarsi per Vanda Cervelli non serve a molto: «Credo che sia necessaria una riflessione interna al partito, per individuare gli errori. Ma chi polemizza e basta evidentemente non vuole stare nel Pdl. Se, invece, ci vuole stare (il riferimento è al sindaco di Altopascio, Maurizio Marchetti, ndr) allora deve avere un atteggiamento più costruttivo. E scegliere di mettersi a un tavolo insieme ai colleghi di partito e di coalizione».  Quello che il vicecoordinatore provinciale del Pdl suggerisce, dunque, è di «contribuire a risolvere i problemi. Capisco che questo sia più difficile che criticare e basta, ma in questo momento è esattamente quello che ci serve per risollevarci».

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