Il Tirreno

Lucca

Pistola in pugno, rapina il negozio

Domenico Tani
Un titolare della tabaccheria Ciaponi (Foto Vip)
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Un titolare della tabaccheria Ciaponi (Foto Vip)

La fuga del bandito, che minaccia tre donne, filmata dalle telecamere del locale

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 PORCARI. Pistola in pugno rapina una tabaccheria minacciando di morte le due donne che si trovavano dietro al bancone e una cliente. La rapina avviene alle 11,24 in via Romana Est a Porcari e frutta 1200 euro. Il bandito fugge a bordo di uno scooter Zippo Piaggio abbandonato poi in via Pacconi.  «Datemi i soldi o vi ammazzo» l'urlo del malvivente che fa irruzione alla tabaccheria-lotto Ciaponi con in pugno un revolver, probabilmente giocattolo, e in testa un casco integrale nero. Il malvivente poi fugge in sella allo scooter rosso che aveva lasciato sul piazzale dove si trovano anche una lavanderia e un negozio di abbigliamento.  Ma la sua azione viene ripresa dalle telecamere della tabaccheria. Sul posto arrivano i carabinieri di Capannori e quelli del radiomobile che poco dopo trovano il motorino. Stando agli inquirenti, il malvivente, subito dopo aver messo a segno la rapina, è fuggito verso via Pacconi dove c'era un complice.  Erano le 11,24 quando il bandito entra in azione nella ricevitoria-cartoleria-tabacchi e giornali Ciaponi di proprietà dei fratelli Andrea, Marta e Michela Michi. L'ora esatta è immortalata dalle telecamere di protezione al negozio. In quel momento dietro il bancone ci sono Marta Michi e la commessa Gioiella Pellegrini di Lappato.  «Il bandito è entrato - raccontano le donne - puntando la pistola verso di noi ed urlando più volte "datemi i soldi o vi ammazzo". Era deciso».  In un'altra stanza c'è una donna intenta a giocare con le slot machine. Sente le urla e si affaccia. Ma il malvivente la minaccia con la pistola e le ordina di andare dietro al banco. Quindi inizia a svuotare tutto il denaro delle casse sistemandolo in una borsa che porta a tracolla, simile a quella usata dagli operai che lavorano nei cantieri per portarsi il mangiare da casa.  «Sono stati pochi, ma lunghissimi minuti di terrore - raccontano le donne - con l'uomo che ci teneva sotto la minaccia dell'arma mentre arraffava il denaro. Fortuna in quel momento non è entrato nessuno, temevamo che questo potesse innervosire il bandito. Poi è fuggito e noi abbiamo subito chiamato i carabinieri».  L'uomo alto 1.70 corporatura robusta con indosso jeens e un giubbotto giallo con la scritta Corona. Sul volto un passamontagna e il casco che lasciava intravedere baffi bianchi.

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