Il Tirreno

Lucca

Carmine, si fanno avanti solo due gruppi

Ilaria Bonuccelli
Lo storico mercato del Carmine nel centro
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Lo storico mercato del Carmine nel centro

Uno è Polis, la società del Comune, l'altro è una cordata di imprese private

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LUCCA. C'è Polis e una cordata di imprese private, che hanno come capofila un'azienda del Nord Italia. Sono due le manifestazioni di interesse presentate per il recupero dello storico mercato del Carmine, dove, oltre alle botteghe tradizionali, troveranno spazio un hotel du charme, attività di artigianato artistico, attività di media distribuzione e ristoranti.   Dei tre gruppi che hanno effettuato il sopralluogo al Carmine, dunque, due si sono dichiarati interessati a investire decine di milioni nella trasformazione della struttura: per recuperare questa spesa e il canone annuale (si parte da una base di 200mila euro), l'aggiudicatario potrà contare su una concessione del complesso comunale per un massimo 40 anni.  Il fatto che due pretendenti abbiano presentato una manifestazione di interesse non significa che l'assegnazione della concessione sia a portata di mano. Anzi. In primo luogo, una commissione nominata dal Comune dovrà verificare i requisiti di questi due soggetti, anche se di uno li conosce bene: Polis, infatti, è una società oggi a quasi totale maggioranza pubblica, con una forte vocazione immobiliare, acquisita con il recupero della ex caserma Mazzini e con la trasformazione dell'ex area Gesam a San Concordio. Una volta esaminati i requisiti, se tutto risulterà in regola, dovrà invitare i due contendenti a presentare un'offerta economica e un progetto di riqualificazione che non può esulare dalle indicazioni, molto chiare, inserite nel master plan approvato dal consiglio comunale. In altre parole, a piano terra nell'ex convento del Carmine potranno essere previste solo attività commerciali, attività di artigianato di servizio e di artigianato di produzione; al primo piano potrà essere realizzato il piccolo albergo e potranno essere previste altre attività commerciali; in un eventuale piano soppalcato dovranno essere previsti ancora negozi mentre nel piano interrato dovranno essere ospitati servizi complementari al commercio (come magazzini o celle frigorifere). Non solo. Particolare attenzione verrà prestata al recupero dell'ex chiesa che potrà ospitare un'attività commerciale di media distribuzione (fino a 1.500 metri quadrati) che non intacchi la struttura architettonica del luogo, vincolato dalla Sovrintendenza come tutto il resto del complesso.  L'altro dato che gli aspiranti concessionari devono tenere presente, nel caso di offerta al Comune, è che dovranno recuperare e valorizzare le botteghe già presenti al piano terra dell'ex convento del Carmine, rinnovando il canone di locazione ai commercianti a condizioni agevolate. Queste botteghe si relazioneranno con un nuovo modello di mercato coperto arricchito da un'offerta gastronomica che tenda a valorizzare i prodotti locali, possibilmente commercializzati all'interno del Carmine. Nel presentare progetto e offerta economica, i due pretendenti dovranno tenere in considerazione tutti questi elementi. Resta da vedere, poi, se chi ha presentato la manifestazione di interesse tradurrà l'intento di investire sul Carmine in un progetto vero e proprio. Intanto stamani, i dirigenti del Comune che lavorano a questa operazione hanno in programma una riunione operativa. Poi partirà la valutazione dei requisiti, alla quale seguirà la fase della gara vera e propria, con lettera di invito a presentare l'offerta e a fornire un piano finanziario che sarà vagliato con molta attenzione: il Comune, infatti, ha intenzione di verificare che sia davvero sostenibile, per evitare di trovarsi con un recupero lasciato a metà.

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