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Le indagini non riguardano la fase esecutiva
Non ci saranno ripercussioni per i recuperi definiti nella zona sud-ovest del centro
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LUCCA. Nessun problema (almeno al momento) per il Piuss "Lucca dentro", toccato dall'inchiesta fiorentina sui grandi appalti. Infatti, le indagini riguardano la progettazione definitiva, assegnata direttamente dal Provveditorato delle Opere pubbliche della Toscana, prima dell'interruzione dei rapporti con il Comune. Visto lo scandalo giudiziario che ha travolto l'ente fiorentino, infatti, nel 2010 l'amministrazione comunale ha deciso di contestare e quindi di annullare la convenzione siglata con il Provveditorato all'inizio dell'iter del Piuss "Lucca dentro". Di conseguenza, l'amministrazione comunale ha deciso di bandire in proprio (senza più servirsi del Provveditorato come stazione appaltante) le gare d'appalto per l'assegnazione della progettazione esecutiva degli 11 interventi inseriti nel piano di riqualificazione urbana sostenibile del centro storico. Contestualmente, il Comune ha anche bandito la gara d'appalto per l'assegnazione dei lavori - dal recupero della ex Manifattura al teatro del Giglio, passando per la ex caserma Lorenzini, per il San Romano, la Cavallerizza e la realizzazione del terminal per i bus turistici - e quella per individuare i professionisti ai quali affidare direzione dei lavori, coordinamento per la sicurezza dei cantieri e collaudo delle opere. Alcuni lavori sono già stati assegnati; per altri - come la trasformazione della Manifattura - l'esame delle 26 offerte pervenute è ancora in corso. Lo stesso è in fase di definizione la gara per l'assegnazione degli incarichi professionali di direzione lavori, sicurezza sui luoghi di lavoro e collaudo, in vista della rendicontazione sulla base della quale la Regione confermerà la regolarità degli interventi e l'erogazione dei relativi contributi. Per far fronte a questa mole di lavoro non prevista - perché le gare avrebbero dovuto essere gestite dal Provveditorato fiorentino - il Comune ha anche effettuato una selezione per rinforzare (con 16 professionisti) l'ufficio del Piuss. E proprio in questi giorni, inoltre, il Comune si è fatto avanti anche per ottenere fondi per i tre progetti già approvati dalla Regione ma non ancora finanziati per mancanza di risorse: ora i soldi ci sono perché Piombino ha rinunciato al proprio Piuss.
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