IN TRIBUNALE
Resta in carcere dopo il tentato furto a casa dell'ispettore
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LUCCA. Ha patteggiato dieci mesi di reclusione e resta in carcere il tunisino senza fissa dimora che a fine aprile maldestramente cercò di mettere a segno un furto nell'abitazione dove vivono due poliziotti. Ben Amor Lofti, 48 anni, difeso dall'avvocato Nicola Barsotti, dopo aver patteggiato la pena davanti al giudice Stefano Billet è stato rinchiuso nel penitenziario di S. Giorgio in attesa di un'istanza di remissione ai domiciliari. Lotfi, assieme a un complice riuscito a fuggire, si era introdotto nel giardino dell'abitazione dell'ispettore capo Roberto Femia, responsabile della prima sezione della squadra Mobile che assieme ai colleghi in quel momento stava facendo una serie di controlli contro i furti nella zona di Monte S. Quirico. A dare l'allarme, dopo aver notato un movimento sospetto vicino casa, la moglie dell'ispettore anche lei in forza alla questura. Due pattuglie della Mobile guidate proprio dal padrone di casa si sono precipitate a S. Filippo in tempo per bloccare il tunisino che assieme a un complice che faceva da palo stava per rubare un motore marino da un natante rimessato in giardino e di proprietà del poliziotto. Proprio Femia aveva bloccato Lofti, mentre il complice era riuscito a fuggire.
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