Meteo
A scuola si combatte il bullismo
◗
Studenti a una lezione sul bullismo (Vip) Successo delle iniziative di questura e provveditorato
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Molte scuole di Lucca, della Media Valle e della Garfagnana chiedono di essere coinvolte nel progetto per contrastare il fenomeno del bullisno tra gli adolescenti. Lo scorso anno gli incontri avevano coinvolto le terze delle sette scuole medie della Piana (Capannori, S. Leonardo in Treponzio, Altopascio, Porcari, Montecarlo, Lammari e Camigliano) per un totale di circa 700 studenti coinvolti. Per l'anno scolastico in corso gli istituti coinvolti sono quelli della Versilia. L'anno prossimo toccherà ad altre scuole della Lucchesia. Il progetto, finalizzato ad illustrare ai docenti e ai discenti i pericoli indotti dagli atti di bullismo, perpetrati sia nel mondo reale che in quello virtuale di internet, prevede due fasi. La capillare diffusione di un manuale realizzato in partnership tra l'ufficio scolastico territoriale e la questura, calibrato a seconda del target da raggiungere (scuole materne ed elementari, scuole medie inferiori, scuole superiori) ed i cui contenuti potranno essere discussi in classe in giornate "a tema". La seconda fase comprende lezioni interattive che coinvolgono le terze delle scuole medie della provincia, cui partecipano Maria Coppolecchia responsabile del progetto contrasto al bullismo per l'ufficio scolastico provinciale di Lucca, il vice questore aggiunto Virgilio Russo, dirigente della squadra mobile della questura, l'ispettore capo Rita Picchioni responsabile della sezione polizia postale e delle comunicazioni di Lucca. Le lezioni analizzano il fenomeno del bullismo, che emerge significativamente nell'età adolescenziale (8-16 anni), con un approccio sociologico, ma di taglio pratico, e che tende a coinvolgere i ragazzi nella presa di coscienza del disvalore del fenomeno; i pericoli della involuzione degli atteggiamenti da bullo in veri e propri reati, con illustrazione di indagini concluse dalla squadra mobile nei confronti di adolescenti resisi responsabili di atti di bullismo, il fenomeno e i mezzi di contrasto al cyberbullismo. Le iniziative sono intraprese sotto l'egida del "Tavolo permanente sul bullismo" istituito in prefettura cui partecipano enti pubblici territoriali a vario titolo coinvolti come la polizia di stato, il Tribunale per i minori, l'ufficio scolastico territoriale, i Comuni, le Asl, il Coni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
