Arrestato mentre ruba in casa di un poliziotto
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La squadra mobile ha arrestato due persone nell'ambito dei controlli disposti dal territorio per garantire sicurezza al territorio. Al primo arresto la polizia è arrivata dopo una segnalazione in cui si parlava di persone sospette introdottesi nel giardino dell'abitazione dell' ispettore capo Roberto Femia, responsabile della 1ª sezione della squadra mobile che, assieme ai colleghi, stava effettuando pattuglie antifurto nella zona di Monte S. Quirico. Due pattuglie della squadra mobile, guidate da Femia, sono arrivate S. Filippo in tempo per bloccare un pluripregiudicato tunisino, conosciuto dalla polizia per i suoi molteplici reati contro il patrimonio, che assieme ad un complice che faceva da "palo" stava per asportare un motore marino da un natante nel giardino e di proprietà del poliziotto. Il "palo" è riuscito a fuggire lungo la ferrovia, favorito dall' oscurità, mentre il tunisino è stato bloccato proprio da Femia e tratto in arresto nella flagranza dei reati di tentato furto in abitazione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Si tratta di Ben Amor Lotfi, nato in Tunisia nel 1963, clandestino. Nella collutazione per fermare il ladro un poliziotto ha riportato ferite giudicate guaribili in 3 giorni. L'altro arresto è stato effettuato a Lappato, subito dopo l'ora di cena: una pattuglia ha individuato e sottoposto a controllo un cittadino slovacco 35enne, Holicka Boris, operaio, già conosciuto dai poliziotti perché nel dicembre del 2008 era stato denunciato dalla squadra mobile per violazione della legge sulle armi e ricettazione. Ad un approfondito controllo è risultato ricercato in ambito Schengen per arresto provvisorio ai fini estradizionali su richiesta delle autorità della Repubblica Slovacca. Il provvedimento di arresto origina da un residuo pena di circa 1 anno e 6 mesi di reclusione, a seguito di condanna a complessivi 4 anni irrogatagli dal Tribunale di Galanta (Sk) per i reati di furto, uso illegale di veicolo altrui, danneggiamento, violazione degli obblighi dell'autorità commessi nel Paese di origine negli anni 2004/2005. Ora l'arrestato è in carcere a disposizione del presidente della Corte d'Appello di Firenze, competente per la convalida, e delle autorità slovacche, che entro 40 giorni ne dovranno chiedere l'estradizione.
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