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Minoranza contro la giunta Fantozzi
«Oltre 1 milione di disavanzo»
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MONTECARLO. «È incresciosa la situazione finanziaria che si è generata nel comune di Montecarlo». Durissima l'opposizione, che tuona contro la giunta Fantozzi: «Il consiglio comunale di questa sera chiuderà il rendiconto 2010 con un disavanzo di amministrazione di quasi 1,1 milioni di euro. Questa cifra, che rappresenta oltre il 45% delle entrate ordinarie del Comune, è composta da circa 500.000 euro di spese fatte nel 2010 senza che ve ne fosse la copertura prevista dalla legge, e di circa 600.000 euro di presunte entrate dovute al Comune negli anni passati che si sono dimostrate inesistenti: un sesto da minori tributi spettanti, un altro sesto da inesistenti permessi edilizi rilasciati, e gran parte del resto relativa ad insussistenti contribuzioni statali e provinciali fin qui iscritte nei bilanci del comune. Il Comune ha un disavanzo di circa 240 euro per ogni abitante (compresi i lattanti), e un indebitamento netto totale di oltre 3,6 milioni, pari ad una volta e mezzo le entrate ordinarie annuali». Il gruppo di minoranza Montecarlo è Bellissima dice, attraverso capogruppo Silvio Michi: «Non considereremo accettabili da parte della maggioranza né il gioco dello scaricabarile (è colpa della precedente amministrazione - stessa lista e quasi stessi amministratori! -, è colpa dei dirigenti, è colpa del revisore, è sempre colpa di qualcun altro), né, come già è stato detto in consiglio comunale e si è letto in comunicati dell'amministrazione, che la soluzione si troverà in provvedimenti per far costruire di più a Montecarlo, oltre alla vendita di beni immobili». Da parte sua il Comune afferma che il 10 marzo il sindaco Vittorio Fantozzi si è rivolto alla Corte dei Conti. «Tutta la situazione contabile negativa emersa dopo il cambio di responsabile è stata sottoposta all'organo di controllo finanziario. Questo ben consapevoli che sarebbe stato forse meglio per il consenso fine a se stesso cercare di nascondere i debiti, magari tirando la corda al massimo, ma sapendo anche che così facendo non avremmo reso un servizio ai cittadini. Stiamo lavorando per neutralizzare nel minore tempo possibile le conseguenze di questo deficit, che recuperemo prima del previsto senza aumentare tasse o tagliare servizi».
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