Il Tirreno

Lucca

Partecipazione alla festa della Liberazione

Le cerimonie del 25 Aprile
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Le cerimonie del 25 Aprile

Cerimonia e interventi di storici e testimoni in Cortile degli Svizzeri

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 LUCCA. Un parallelismo tra allora e oggi, tra il 1945 e il 2011, tra la Liberazione dell'Italia dagli orrori della guerra e la voglia di democrazia e di riscatto dei popoli nordafricani. Il vicepresidente della Provincia di Lucca, Patrizio Petrucci, ha ricordato in Cortile degli Svizzeri, il significato e l'importanza delle celebrazioni del 25 Aprile facendo riferimento soprattutto all'attualità e sottolineando come, per capire lo "spirito" di allora, la necessità del riscatto morale e civile di coloro che combatterono, sia utile pensare ai moti nordafricani e alla stessa Liberazione di Egitto.  L'intervento di Petrucci è seguito all'introduzione di Gianluca Fulvetti, del consiglio direttivo dell'Istituto storico della Resistenza e dell'Età contemporanea, e al contributo dell'assessore Filippo Candelise. Sono intervenuti, inoltre, Didala Ghilarducci, del consiglio direttivo dell'Istituto Storico della Resistenza e Walter Ramacciotti, presidente della Federazione italiana delle associazioni partigiane.  In apertura delle celebrazioni, l'ingresso dei Gonfaloni e gli onori al Gonfalone di Stazzema, medaglia d'Oro per i 7 Comuni della Versilia, gli onori al prefetto rappresentato dal vicario, Giuseppe Guetta, e il tradizionale Alzabandiera sulle note dell'Inno di Mameli. Le celebrazioni erano organizzate dalla Prefettura, dalla Provincia e dal Comune insieme con le associazioni combattentistiche e d'arma.

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