Di nuovo in trappola Diabolik della Lucchesia
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LUCCA. Finisce di nuovo in trappola il Diabolik della Lucchesia specializzato in furti in villa di quadri e mobili di pregio e abile scassinatore di cassaforti. Leandro Rappa, 56 anni, residente a Capannori, ma attualmente agli arresti domiciliari da alcuni parenti nella periferia della città, il 19 settembre 2005 era stato condannato in abbreviato per furto e ricettazione a 4 anni e mezzo di reclusione e 4mila euro di multa dopo essere rimasto in carcere per circa un anno.
A salvarlo era stato l'indulto che un anno dopo gli aveva permesso di ottenere il condono della pena e tornare libero. Il tempo passa, ma evidentemente l'antico vizio rimane. Stavolta però, vista la crisi economica, Rappa deve «abbassarsi» a compiere furti in villette anzichè in palazzi e storiche dimore come accadeva agli inizi degli anni Duemila quando gli furono attribuiti dalla polizia furti di quadri del XV secolo attribuiti a pittori della scuola francese trafugati da ville a Stabbiano, S. Macario e Pescaglia.
L'altra notte riesce ad entrare nella villetta di un geometra a Balbano alla ricerca della cassaforte. La trova in camera da letto occultata da un quadro e mentre cerca di forzarla ecco che rientra il padrone di casa con la famiglia. Allora si nasconde nello scantinato dopo aver rubato un orologio e attende di potersi allontanare a bordo del suo scooter. Quando guadagna l'uscita e mette in moto fuori dalla villetta ci sono parenti e vicini del derubato.
La cognata si mette in mezzo alla stradina per cercare di fermarlo e lui non riesce ad evitarla e la investe. Nel giro di pochi istanti i carabinieri gli sono addosso e lo ammanettano. Stavolta l'accusa è di rapina impropria oltre al furto dell'orologio. E a Rappa vengono concessi i domiciliari perchè tra la caduta e la collutazione riporta gravi lesioni all'occhio destro che adesso rischia di perdere. Anche per Diabolik gli anni passano.
A salvarlo era stato l'indulto che un anno dopo gli aveva permesso di ottenere il condono della pena e tornare libero. Il tempo passa, ma evidentemente l'antico vizio rimane. Stavolta però, vista la crisi economica, Rappa deve «abbassarsi» a compiere furti in villette anzichè in palazzi e storiche dimore come accadeva agli inizi degli anni Duemila quando gli furono attribuiti dalla polizia furti di quadri del XV secolo attribuiti a pittori della scuola francese trafugati da ville a Stabbiano, S. Macario e Pescaglia.
L'altra notte riesce ad entrare nella villetta di un geometra a Balbano alla ricerca della cassaforte. La trova in camera da letto occultata da un quadro e mentre cerca di forzarla ecco che rientra il padrone di casa con la famiglia. Allora si nasconde nello scantinato dopo aver rubato un orologio e attende di potersi allontanare a bordo del suo scooter. Quando guadagna l'uscita e mette in moto fuori dalla villetta ci sono parenti e vicini del derubato.
La cognata si mette in mezzo alla stradina per cercare di fermarlo e lui non riesce ad evitarla e la investe. Nel giro di pochi istanti i carabinieri gli sono addosso e lo ammanettano. Stavolta l'accusa è di rapina impropria oltre al furto dell'orologio. E a Rappa vengono concessi i domiciliari perchè tra la caduta e la collutazione riporta gravi lesioni all'occhio destro che adesso rischia di perdere. Anche per Diabolik gli anni passano.
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