Il Tirreno

Lucca

Il Pucciniano insiste «Bohème, è possibile la co-produzione»

Ilaria Bonuccelli
Paolo Spadaccini, presidente del Pucciniano
◗
Paolo Spadaccini, presidente del Pucciniano

3 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. La cessione di villa Caproni, a Torre del Lago. Poi la promozione tramite il festival Pucciniano. Eppoi le co-produzioni, che con Pisa vanno a gonfie vele. Il Pucciniano non ha alcuna remora a collaborare con Lucca nel nome del Maestro. Lo assicura il presidente, Paolo Spadaccini. Che vorrebbe, però, garanzie di disponibilità da parte del Comune e del Giglio, visto anche il tentativo recente, naufragato, di co-produrre La Bohème.  Presidente Spadaccini, partiamo dalle co-produzioni. Secondo il consiglio comunale di Lucca servirebbero a rilanciare il Giglio. Si riuscirà a mettere insieme Lucca e Torre del Lago?  «Uno degli obiettivi della co-produzione è ottenere la massima qualità con uno sforzo economico contenuto. Co-produrre, quindi, significa anche poter risparmiare, un elemento da non sottovalutare in questi tempi di crisi. Con Lucca, per La Bohème non ci è riuscito. Infatti, per sposare il progetto lucchese, avremmo speso 65mila euro; portando avanti quello già impostato con Hong Kong e l'Opera di Roma, ne spendiamo 36mila, potendo anche fregiarci dei costumi di Laura Biagiotti».  Questo significa che non ci saranno mai co-produzioni con Lucca?  «Significa che serve un approccio diverso. Partiamo da un dato di fatto: le dimensioni del palco del Giglio sono diverse da quelle di Torre del Lago. Noi abbiamo un palco enorme, di circa 2mila metri quadri. È evidente che adattamenti per le scene si rendono necessari. Con Pisa riusciamo, però a dialogare, grazie al rapporto instaurato da subito con il direttore artistico: a novembre al Verdi ci sarà Madama Butterfly, con le scene studiate dallo scultore Kan Yasuda per Torre del Lago. Siamo già al lavoro per produrre La Traviata, insieme anche a Lucca e Livorno, e progettiamo un'Aida. Ma con Lucca è difficile dialogare, come abbiamo visto per La Bohème: essere capofila di un progetto, infatti, non significa imporre il proprio punto di vista ai partner. Se si capisce questo si collabora, come abbiamo fatto per Turandot: anche allora le scene erano nate per Torre del Lago, eppure sono state adattate per il Giglio».  Il Comune di Lucca insiste sulla necessità di collaborare. E invitato il festival a entrare nella fondazione Puccini, apportando capitali. Siete disponibili?  «Le istituzioni viareggine sono molto più aperte alle collaborazioni di quanto si immagini. Proprio in questi giorni, stavo riflettendo sull'apporto, concreto, di Torre del Lago al comune progetto per Puccini. Potremmo far acquistare dalla Fondazione Crl la splendida villa Caproni (da ristrutturare, ndr) davanti a casa Puccini a Torre del Lago. L'immobile, oggi del festival Pucciniano, potrebbe transitare (tramite Fondazione Crl) alla Fondazione Puccini di Lucca e diventare parte di un patrimonio comune e di un circuito legato al Maestro. Se questa proposta interessa, mettiamo subito a disposizione la villa». Pensa che questo progetto possa andare in porto?  «Sarebbe bene che i sindaci di Lucca e Viareggio ne parlassero. E che facessero altrettanto il Giglio e Torre del Lago, senza accampare diritti di primogenitura».  Però, lei parla di co-produrre anche Verdi, oltre a Puccini. Come pensa che questo giovi al marketing territoriale?  «È semplice: intanto, ampliare i cartelloni dei teatri di tradizione ci consentiranno di aumentare l'offerta e attirare più pubblico, rispondendo, così a un'esigenza di mercato oltre che di immagine. Poi, questo renderebbe più agevoli le co-produzioni con altri teatri di tradizione che hanno bisogno di andare oltre Puccini, non avendo con questo compositore un legame così forte come la Lucchesia. Ad esempio, il progetto di Traviata nasce proprio da un'esigenza del Verdi di Pisa».  La Provincia stimola il Pucciniano a farsi vetrina della riapertura della casa natale di Puccini a Lucca. Cosa ne pensa?  «Per me è più che possibile lavorare insieme a un livello sovracomunale e lo stimolo della Provincia è giusto. Perciò il festival in estate è più che disponibile a lanciare la riapertura della casa museo».  E quali eventi suggerirebbe per tenere viva l'attenzione su casa Puccini?  «Come presidente del festival avrei una sola risposta: cosa c'è più della musica per fare da traino alla casa-museo? Se abbandoniamo la via della musica, ci allontaniamo troppo dall'obiettivo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web