Il Tirreno

Lucca

Casa natale, creiamo il grande evento per lanciare l'apertura

Ilaria Bonuccelli
Sotto i lavori in corso per per ristrutturare la casa natale di Puccini in Corte S. Lorenzo; al centro un sopralluogo nella dimora museo prima che venisse chiusa per sei anni
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Sotto i lavori in corso per per ristrutturare la casa natale di Puccini in Corte S. Lorenzo; al centro un sopralluogo nella dimora museo prima che venisse chiusa per sei anni

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 LUCCA. Negozi e ristoranti aperti a orario continuato, anche nei giorni festivi. Un piano di comunicazione capillare. Un museo fruibile, organizzato in modo da evitare "ingorghi" di turisti. Giuliano Cesaretti, presidente di Confesercenti, pensa che la riapertura della casa natale di Giacomo Puccini sia un'occasione da non perdere per la città. Ma a condizione che la città risponda in modo adeguato. Adattandosi ai ritmi del turismo, soprattutto straniero. Altrimenti, il museo non porterà nulla. Neppure se per lanciarlo venisse organizzato un grande evento musicale, un concerto di arie pucciniane, in piazza, come suggerisce Ademaro Cordoni, presidente di Ascom.  È proprio Cordoni a evidenziare come la riapertura della casa natale di Giacomo Puccini «sia un evento importante per il commercio, per l'economia oltre che per la cultura». E per saperlo sfruttare appieno, suggerisce al Comune di creare un tavolo di lavoro per coinvolgere le categorie economiche nella stesura di un programma di "avvicinamento" all'inaugurazione dell'appartamento di corte San Lorenzo, acquistato pochi mesi fa dalla Fondazione Crl con un'operazione che chiude un contenzioso di anni fra l'erede del compositore e la Fondazione Puccini di Lucca.  «È indubbio - esordisce Cordoni - che sia stata un'iniziativa azzeccata quella di acquistare la casa di Puccini e di renderla agibile perché questo è un luogo che chi viene a visitare Lucca si aspetta di trovare. Sicuramente questo immobile rappresenta un valore aggiunto per la città, considerando l'importanza del compositore: tutti gli appassionati di lirica e di musica finalmente avranno la possibilità di visitare il luogo dove Puccini è cresciuto e dove la sua famiglia, tutta di musicisti, ha vissuto a lungo». La forza del "marchio" Puccini e la capacità di attrarre turisti - prosegue Cordoni - è una garanzia di guadagno e di lavoro per «tutte le categorie economiche, in particolare per hotel, ristoranti e negozi che hanno tutto l'interesse a essere coinvolti nelle operazioni di promozione. Perciò sarebbe opportuno creare un tavolo di lavoro: lavorare in sinergia, infatti, ci consentirebbe di ottenere risultati migliori». Soprattutto «nell'organizzazione di un evento di grande rilievo - ammette Cordoni - necessario per lanciare la riapertura del museo. Considerando il periodo, sarebbe opportuno organizzare un concerto di arie pucciniane in piazza, più che al Giglio che contiene poche persone. È evidente che questo concerto deve essere organizzato con nomi di rilevanza nazionale e internazionale». Tuttavia - osserva Cesaretti - prima ancora di organizzare iniziative «è necessario pensare alla comunicazione perché possiamo ideare gli eventi migliori del mondo, ma se non lo sa nessuno è come se non esistessero». In seconda battuta - aggiunge Cesaretti - è necessario «garantire una vera fruibilità del museo, senza avere momenti di calca e momenti di vuoto». Ma quello che davvero importa - sottolinea il presidente di Confesercenti - è «l'accoglienza che si garantisce al turista. È inutile avere musei o eventi, se non diamo alla gente la possibilità di goderseli. In sostanza, la casa-museo di Giacomo Puccini deve essere la pietra preziosa bene incastonata in una città gioiello. Deve essere inserita in un contesto che sia tutto fruibile».  Come già evidenziato da Cordoni, anche Cesaretti sostiene che la riapertura della casa natale di Puccini «avrà una ripercussione diretta sul commercio e su tutto l'indotto. È, impensabile, quindi, che quando un turista finisce la visita, indipendentemente dall'orario, trovi negozi e ristoranti chiusi. Soprattutto in un momento difficile come quello attuale. Nei periodi di crisi, il commerciante e, più in generale, l'imprenditore, si deve adeguare, più di quanto abbia fatto in precedenza, alle richieste del mercato. Mi spiego meglio: il compito di chi vende, non solo merce, ma anche arte e cultura, è creare bisogni. Per riuscirci si deve andare incontro all'utenza. Questo significa accoglienza». Da questo dovere - insiste Cesaretti - nessuno si può esimere «tanto meno i commercianti che devono fare la propria parte, a meno che non vogliano continuare a vivere di una rendita di posizione che non esiste più. Chi vuole lavorare, perciò deve dare da mangiare o deve vendere la merce quando ci sono le persone che vogliono mangiare o comprare. Perciò non si può continuare a tener chiusi i negozi la domenica mattina o a chiudere presto la cucina il sabato sera. Nel rispetto dei diritti e degli orari dei lavoratori, i commercianti si devono adeguare al nuovo andamento del turismo. Se non vogliono farlo, allora dobbiamo rivedere le politiche per portare gente a Lucca, perché con le attività aperte con orario ridotto, alla fine i turisti andranno altrove». In definitiva - conclude Cesaretti - si deve capire «se nel turismo e nelle azioni a sostegno, come la riapertura della casa natale di Puccini - ci si crede oppure no. E se non si è disposti a investirci in prima persona, è tutto inutile. O facciamo sistema o rinunciamo al turismo».

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