Il Tirreno

Lucca

Pdl contro Favilla, ora si rischia la paralisi

Il gruppo del Pdl in consiglio comunale
◗
Il gruppo del Pdl in consiglio comunale

Il partito contesta al sindaco di non consultare mai la maggioranza

2 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Le elezioni anticipate non ci saranno. Neppure se dovesse cadere il governo. Ma la rottura fra Pdl e Mauro Favilla ormai è consumata. Il partito è stanco di dover sempre ricorrere un sindaco che prende decisioni senza consultare la maggioranza. Il sindaco, invece, è stanco di un Pdl che cerca di "sabotargli" le scelte amministrative. Per questo avrebbe scritto una lettera al vetriolo ai dirigenti regionali del Pdl, di cui Favilla ha (ancora) la tessera.  Il Pdl, però, non avrebbe alcuna intenzione di andare alle comunali, perché non sarebbe pronto con un proprio candidato. Soprattutto se volesse (come appare) spianare la strada alla ricandidatura di Pietro Fazzi. D'altro canto, però, non sarebbe neppure più disposto a sostenere Favilla che avrebbe come unico partito di riferimento quello degli assessori della sua giunta «privi di legami con il consiglio comunale». A dimostrazione di questa tesi, il Pdl si lamenta del fatto che ogni suggerimento dato a Favilla, non si traduce mai in un atto amministrativo. Il rischio, quindi, è che nell'ultimo anno di mandato l'amministrazione Favilla possa concludere poco o nulla, perché sottoposta all'incognita della maggioranza a ogni votazione in consiglio comunale. Per il centrosinistra, invece, il rischio è che l'attuale maggioranza riconsegni la città al commissario prefettizio: «Approvata la variante urbanistica e pagate alcune promesse elettorali - scrive Fabrizio Pardini, segretario comunale del Pd - l'unità del centrodestra si sta dissolvendo. Il ritorno di Fazzi, che ha oscurato Lido Fava nel ruolo di vero capogruppo consiliare, evidenzia la frattura tra Pdl e Favilla: la giunta sta facendo quasi niente e quel quasi niente non è apprezzato né condiviso dai consiglieri di maggioranza. La resa dei conti è, dunque, iniziata: speriamo non porti ad un nuovo commissariamento». Quello di cui avrebbe bisogno la citta - rileva Pardini - è di «una nuova classe dirigente, che sappia progettare il futuro da qui a 30 anni e trovare le risorse per le infrastrutture: ponti, assi viari, ferrovia sono essenziali per il rilancio dell'economia. Per governare la città - insiste Pardini - serve quel coraggio che manca al sindaco, ad esempio, per revocare il mandato al presidente del Giglio, Aldo Casali, azzerando la sua disastrosa gestione del teatro. O per affrontare le prossime sfide come il recupero dell'area ospedaliera del Campo di Marte, il nuovo penitenziario, il Piuss, lo stadio. Per farlo occorre voltare pagina perché non va bene Favilla ma neppure Fazzi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web