Il presidio
Contributi al Giglio dal Pdl arriva il veto monito all'assessore
Ilaria Bonuccelli
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LUCCA. Niente maxi-contributo del Comune al teatro del Giglio. A porre il veto è la maggioranza, prima ancora che il centrosinistra. In particolare è il Pdl, intenzionato a far valere sul sindaco, la propria posizione. Proprio per questo, entro la prossima settimana l'assessore alla cultura, Letizia Bandoni, dovrà prendere le distanze dalla decisione di trasferire anche per quest'anno 1,6 milioni dal bilancio di Palazzo Orsetti all'azienda speciale, guidata da un cda sfiduciato dal consiglio comunale. Due giorni fa, infatti, è stata proprio Letizia Bandoni (pare su indicazione di Mauro Favilla) a ufficializzare la decisione della giunta di sostenere il Giglio con un contributo sostanzioso, nel rispetto della volontà del consiglio comunale. Il partito, però, non è d'accordo. E prima di bruciare il proprio assessore, le chiede, appunto, di dissociarsi da Favilla. Le dichiarazioni di Pietro Fazzi, vicecapogruppo del Pdl, del resto non sembrano lasciare alternative a Letizia Bandoni: «Sarebbe grave - dice - che l'amministrazione assumesse impegni non in linea con le indicazioni del consiglio comunale, dopo averne accolto i pronunciamenti. Ed è giusto che gli impegni per il 2011 siano definiti dopo aver preso atto del consuntivo approvato dall'attuale cda del teatro». In sostanza, il Pdl vuole prima verificare a quanto ammonti il deficit e poi decidere come muoversi. Entro la fine della prossima settimana, il partito assumerà una posizione sul Giglio, anche se poi ci saranno 60 giorni per portare il bilancio del teatro in consiglio comunale. Una prima resa dei conti, però, è prevista già per lunedì, alle 18, in sede di commissione cultura convocata proprio sul Giglio. In quella sede, anche Forza Lucca attaccherà la scelta del maxi-contributo, ribadendo già da ora che i propri assessori (Marco Modena e Benedetto Stefani) non hanno votato nulla e si sono limitati a prendere atto della comunicazione ricevuta martedì in giunta. «Il problema - attacca Giuliana Baudone - è sempre il solito. Questa è un'amministrazione composta da assessori che, per lo più, non si relazionano con i consiglieri comunali senza i voti dei quali, oltretutto, non potrebbero combinare nulla. Nonostante abbiamo evidenziato più volte il problema, continuano le fughe in avanti, come quella di Letizia Bandoni. Che, oltretutto, non spiega neppure dove andrebbero a finire questi soldi». Il modo per uscire dalla situazione di disastro del teatro, dunque, per Giuliana Baudone sarebbe di «azzerare tutto e non di andare avanti con colpi di mano, come quello che ha portato alla nomina di un nuovo direttore del teatro, non appena Luigi Angelini è andato in pensione, senza alcuna consultazione». In parole povere, il consigliere di FL fa sapere alla giunta di non essere intenzionata a votare (e digerire) tutto solo perché parte della maggioranza. E in questo viene sostenuta anche da Vincenzo Giorgi, capogruppo di Governare Lucca, secondo il quale «prima di parlare di soldi o di qualunque altra iniziativa, il sindaco deve rimuovere il cda del Giglio: in questo senso, fra l'altro, ha avuto un mandato preciso dal consiglio comunale». Che, «al contrario di quanto sostenuto dall'assessore Bandoni - rincara Antonio Sichi, capogruppo della Federazione della sinistra - non ha mai dato indicazioni alla giunta di garantire un contributo di 1,6 milioni al Giglio anche per il 2011. Anzi. Le indicazioni date al momento della discussione sul bilancio triennale del teatro, che non abbiamo votato, erano di segno opposto: l'assemblea ha ribadito la necessità di tornare al contributo (un milione scarso) elargito dal Comune al Giglio fino al 2007, prima delle celebrazioni pucciniane. Abbiamo riconosciuto che il 2008 è stato un anno eccezionale (oltre 2 milioni stanziati) e anche che non potevamo tagliare in modo così drastico il sostegno del Comune, ma abbiamo anche stabilito di ridurre progressivamente (di 100mila euro l'anno) il contributo, per rientrare nei ranghi. Oggi, invece, si esce fuori con il maxi-contributo, che assorbe oltre l'80% dei fondi destinati alla cultura, pur non essendo supportato neppure da un programma della stagione lirica e teatrale».
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