Il Tirreno

Lucca

Preoccupa la direttiva europea che deve essere recepita

Obbligo di avere il bagno gli alimentari non sono pronti

Il.Bo
Un negozio di alimentari (foto di archivio)
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Un negozio di alimentari (foto di archivio)

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LUCCA. A rischio i negozi di vicinato del centro storico che preparano panini e dintorni. Stando a quanto prevede il regolamento dei pubblici esercizi, infatti, entro il 7 febbraio devono adeguarsi a una normativa europea che impone di realizzare un bagno a chi effettua "somministrazione non assistita" di alimenti e bevande (serve panini e bibite senza avere tavoli e sedie per il consumo. Ma nessuno, o quasi, almeno nel centro storico, sembra in grado di ottemperare a questo obbligo. Tanto che Ascom e Confesercenti hanno chiesto al Comune di rinviare l'applicazione della norma europea inserita (come impone la legge) nel regolamento locale.  L'idea dell'amministrazione comunale è di accogliere questa richiesta, a meno che non ci siano ostacoli di natura legislativa e "tecnica" a impedirlo. In commissione, l'assessore al commercio si sarebbe preso l'impegno di verificare entro martedì (alla prossima riunione di giunta) se è possibile eliminare l'obbligo per i negozi di vicinato di realizzare un servizio igienico. Se questo provvedimento fosse possibile, allora verrebbe portato mercoledì in commissione e poi, giovedì in aula, visto che solo il consiglio comunale può modificare un regolamento. «Come opposizione - osserva Antonio Sichi, capogruppo della Federazione della sinistra - troviamo ragionevole la richiesta avanzata dalle associazioni di categoria. A una condizione: se i negozi di vicinato non avranno l'obbligo di realizzare il bagno, il Comune non dovrà neppure autorizzarli a occupare il suolo pubblico con tavoli e sedie. O, in caso di occupazione abusiva, dovrà intervenire duramente: altrimenti si creerebbe una situazione di concorrenza sleale nei confronti dei pubblici esercizi che, per somministrare alimenti e bevande, sono costretti ad avere addirittura servizi igienici separati per uomini e donne e anche un bagno attrezzato per i disabili».  Mentre il Comune riflette su questa norma, le associazioni di categoria hanno chiesto anche più tempo (e la creazione di un tavolo di concertazione) per valutare gli effetti del regolamento dei pubblici esercizi, entrato in vigore a gennaio del 2008.

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