Il Tirreno

Lucca

Corsi di recupero per gli alunni in difficoltà

Luca Meconi
Studenti di una scuola media
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Studenti di una scuola media

Da mercoledì le lezioni alla scuola media «Matteo Trenta» di Bagni di Lucca

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 BAGNI DI LUCCA. Da mercoledì inizierà alla scuola media "Matteo Trenta" del capoluogo il corso di recupero scolastico per gli alunni in difficoltà. Questa iniziativa fu promossa alla fine dell'anno scolastico precedente dal consigliere comunale del Pd Valeria Catelli, insegnante in pensione, a seguito del brutto esito degli scrutini finali. Infatti, gli scrutini dell'anno 2009-2010 evidenziarono una situazione di profonda disaffezione scolastica: la percentuale dei "non ammessi alla classe successiva" risultò del 20,50% mentre quella dei "non ammessi all'esame" di terza media del 25%.  Da qui la volontà di fare qualcosa: «Per far fronte a tale situazione - afferma la professoressa Catelli - era opportuno un intervento congiunto della scuola, del Comune e della società civile. Per questo un gruppo locale di insegnanti in pensione, di neolaureati e di specializzandi si è reso disponibile ad offrire il proprio aiuto alla scuola per un corso di recupero agli alunni che presentano maggiori difficoltà. Per questo primo anno il corso sarà di 40 ore e si articolerà su un unico giorno alla settimana (il mercoledì) per due ore per due gruppi di alunni distinti in base alle classi di appartenenza ed al livello di conoscenze. Gli insegnanti coinvolti ogni mercoledì saranno quattro, due di lettere e due di matematica ciascuno per ogni gruppo di livello. I ragazzi saranno aiutati nell'eseguire i compiti a casa, a prepararsi alle verifiche, insomma ad espletare tutto quanto l'esiguità e la rigidità dell'orario scolastico impedisce di fare. Il progetto è stato elaborato oltre che dalla sottoscritta anche dalla professoressa Natalia Sereni ed è stato accolto positivamente sia dall'amministrazione comunale che dalla Fondazione Montaigne che hanno stanziato dei contributi».  La partecipazione a questi corsi però non sarà gratuita. Ogni alunno (l'adesione è volontaria), dovrà pagare una quota totale di 60 euro per espressa volontà della scuola in modo da sensibilizzare il ragazzo stesso che vi partecipa. Nei casi in cui la famiglia non possa permettersi tale spesa, ci sarà l'aiuto concreto di Comune e fondazione.

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