Sicurezza
Si deve comunicare due giorni prima se i bambini vogliono il pranzo
I pasti? A prenotazione
i.b.
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Lassessore Donatella Buonriposi Il Comune corre ai ripari per aggirare il boicottaggio
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LUCCA. Pasti a prenotazione, per arginare gli effetti devastanti (anche da un punto di vista economico) dello sciopero del panino. Sarà questo il provvedimento che il Comune adotterà nei prossimi giorni per aggirare il boicottaggio del buono pasto e per evitare di commissionare al centro unico di cottura di San Filippo centinaia di pasti che, poi, non vengono consumati. «Per cercare di arginare la protesta ed evitare gli sprechi - spiega l'assessore all'istruzione, Donatella Buonriposi - sono molte le iniziative da adottare. La nostra intenzione, però, è quella di imporre la prenotazione del servizio, anche con un paio di giorni di anticipo: insomma, i genitori che vogliono lasciare i figli a pranzo a scuola devono comunicarlo due giorni prima. Se, poi, il bimbo non va a scuola perché è malato o per un altro motivo, non c'è problema: non utilizza il buono pasto e nulla sarà dovuto per il servizio non utilizzato». Le modalità di prenotazione (che potrebbe anche essere effettuata con un solo giorno di anticipo) verranno comunicate alle famiglie tramite le direzioni didattiche: «Nei prossimi giorni - riprende l'assessore Buonriposi - i nostri uffici invieranno alle scuole la comunicazione con le nuove modalità di organizzazione del servizio. Quindi, partiremo con i pasti su prenotazione». In questo modo il Comune eviterà di pagare a prezzo pieno centinaia di pasti preparati e non consumati dai bambini. Se sull'organizzazione del servizio sono previste modifiche, non è intenzione del Comune di riportare il costo dei buoni pasto a 3,10 euro come pretenderebbero le famiglie. Tanto meno, c'è l'intenzione di eliminare gli indicatori di benessere (i consumi di metano ed elettricità) dai parametri in base ai quali si definiscono le tariffe da applicare alle famiglie per il servizio: «Evitare l'aumento del buono pasto - osserva l'assessore Buonriposi - è impensabile perché come minimo dobbiamo recuperare il tasso din inflazione. E perché il costo del pasto rispecchia le condizioni pattuite al momento dell'assegnazione dell'appalto». Riguardo agli indicatori di benessere, Donatella Buonriposi ricorda che sono un parametro fondamentale «per definire le tariffe in base alle reali condizioni economiche delle famiglie. Il solo reddito Isee, infatti, non è indicativo, visto che ci sono sempre i soliti furbi che riescono a nascondere i redditi reali. Invece, i consumi sono dati oggettivi che consentono di articolare le tariffe in base alle possibilità economiche reali dei genitori. Questo, del resto, è un principio stabilito dal consiglio comunale in sede di discussione del costo del servizio: chi ha di più, deve pagare di più il servizio, da erogare rispettando gli equilibri di bilancio. Anche questa è la volontà dell'aula».
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