Il Tirreno

Lucca

I sindacati sottolineano che sono state privilegiate aziende in posizione logistica più vantaggiosa

L'Alumil paga i pochi investimenti

Claudia Ponziani
L'Alumil paga i pochi investimenti

La Rsu: «Non tutti i 38 dipendenti potranno trasferirsi a Pontedera»

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 BORGO A MOZZANO. L'Alumil di Borgo a Mozzano paga i pochi investimenti fatti negli ultimi anni in questro stabilimento e la posizione logistica differente, più svantaggiata, rispetto alle altre unità produttive del gruppo. Così Rodolfo Salvetti, rappresentante sindacale dell'azienda, spiega la crisi che ha indotto la proprietà e cessare l'attività in Media Valle.  E il futuro è pieno di nubi per i 38 lavoratori. «L'azienda - spoega Solvetti - ha garantito piena disponibilità a trasferire tutti presso la sede di Pontedera. Sicuramente per noi lavoratori si apre un nuovo scenario di vita: da Borgo a Mozzano a Pontedera sono un centinaio di chilometri tra andata e ritorno, e questo significa stare due ore in più fuori ogni giorno per lavorarne otto. E' un grosso disagio, soprattutto per chi fa i turni, e per chi vive in Alta Garfagnana l'ipotesi del trasferimento diventa addirittura insostenibile. A questo punto dobbiamo stilare una lista indicativa delle persone disposte a trasferirsi, poi l'azienda avanzerà le sue proposte. Attendiamo l'assemblea interna dell'11 con il segretario provinciale della Fiom Massimo Braccini, poi il 17 un incontro con la direzione aziendale».  Si dichiara preso alla sprovvista dalla chiusura dei battenti dell'Alumil il sindaco di Borgo a Mozzano, Francesco Poggi. «In base alle notizie di cui ero in possesso - afferma Poggi - doveva essere garantita la continuità dell'attività lavorativa. L'Alumil non va male, non è un'azienda in crisi. Per quanto ne so, si tratta di una volontà politica aziendale di razionalizzazione (lo stabilimento del Borgo è il più decentrato del gruppo). Come amministrazione siamo disponibili ad un colloquio con le parti in causa. Già anni fa venne affrontata la vicenda Alumil, quando la chiusura di un reparto comportò il licenziamento di otto persone. Come abbiamo intenzione di procedere? Inviteremo l'azienda a rivedere la propria decisione.  «E se questo tentativo non andasse in porto - continua Poggi - ci assicureremo che nessuno perda il posto di lavoro (e mi pare che siano già state date garanzie in tal senso). Infine, e qua si entra in un campo di politica economica d'altro livello, faremo di tutto perché altre realtà aziendali vadano ad occupare il posto dell'Alumil sul territorio. Il Comune di Borgo a Mozzano - conclude il primo cittadino - nei limiti delle sue possibilità farà sentire la propria voce».  Non sono però d'accordo con il sindaco Roberta Motroni e Mauro Bianchi di Alternativa per Borgo.  «Ci sorprende - dicono - lo stupore di Poggi di fronte alla notizia della chiusura dell'azienda. Infatti, anche se in modo non ufficiale, l'Alumil da tempo dimostra nei fatti il disinteresse a investire in questo impianto e la voce di una più che probabile delocalizzazione era già nell'aria da un po'. Ma la cosa ancora più eclatante è che la notizia dell'imminente chiusura dello stabilimento era stata posta all'attenzione del sindaco durante il consiglio del 28 dicembre, ma lui l'aveva liquidata come priva di fondamento.  «Eppure - sottolineano i due esponenti dell'opposizione - da tempo la zona industriale della Socciglia mostra segni di disagio e difficoltà di gestione, fra cui l'assenza di metanizzazione, che comporta, oltre i costi, anche e soprattutto un inquinamento dell'aria di portata considerevole, dovuto all'uso esclusivo del gasolio per il funzionamento degli impianti. Non si può pensare di dare slancio e respiro a una realtà occupazionale significativa per il nostro territorio come quella di Socciglia senza industrializzarla in modo sostenibile».

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