Il presidio
LA TESTIMONIANZA
«Ho udito un tremendo boato, l'auto ha sradicato un abete»
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La Renault Scenic 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Un Capodanno così lo dimenticherà più. Silvano Lenci, meccanico, è ancora sotto choc. È stato tra i primi a rendersi conto del terribile schianto. Un boato assordante che lo ha svegliato di soprassalto. A cento metri dal punto d'impatto della berlina c'è la villetta dove abitano il figlio Stefano, impiegato alla Delicarta di Porcari, la nuora e gli adorati nipoti: «Si è sfiorata la strage. - racconta ancora stordito - Quell'auto sembrava un missile: ha divelto un abete che mio padre aveva piantato 40 anni fa e dopo un volo di 15 metri si è schiantato contro due auto in sosta, le macchine dei colleghi di lavoro di mio figlio. Se non avesse trovato quegli ostacoli si sarebbe disintegrata contro la villetta dove si trovavano una trentina di persone a festeggiare il Capodanno». «Ho salutato gli amici e all'una e mezzo ero in pigiama e stavo già a letto. - prosegue Lenci - Saranno passati 2-3 minuti quando io e mia moglia abbiamo udito come un boato assordante, un'esplosione che non assomigliava affatto a un lancio di petardi. Ho aperto la finestra a piano terra e lì per lì non ho visto nulla. A quel punto sono uscito fuori e al di là del rio Ralla ho visto del fumo bianco provenire dalla siepe dove si trova la villetta di mio figlio. Mi sono avvicinato ulteriormente e ho notato l'abete e altri due alberelli sradicati e quell'auto rovesciata e completamente distrutta sopra altre due macchine parcheggiate. Ho visto un giovane occupante della berlina uscire dall'abitacolo e implorare aiuto. I soccorsi sono stati tempestivi, ma per il conducente non c'era più niente da fare». L.T.
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