Giglio, via il consiglio di amministrazione
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Una riunione sul Giglio in commissione e una protesta dei dipendenti del teatro Richiesta dell'opposizione, consensi dalla maggioranza
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LUCCA. La richiesta viene formalizzata in aula dal centrosinistra. In realtà tutto il consiglio comunale, maggioranza di centrodestra compresa, è d'accordo: per rilanciare il Giglio è necessario azzerare il consiglio di amministrazione. Il sindaco non è dello stesso parere: Mauro Favilla resta solo (o quasi) a difendere la presidenza e la gestione di Aldo Casali, che per il secondo anno consecutivo si avvia a chiudere in passivo (quasi mezzo milione) il bilancio del teatro. Appare inspiegabile, soprattutto al centrodestra, l'ostinazione con la quale Favilla difende Casali sotto la cui gestione il Giglio ha perso i contatti (e i contratti) con molti teatri di tradizione, i conti sono andati sempre peggio (secondo quanto certificato anche dalla società di revisione Pkf), la conflittualità con i dipendenti è arrivata alle stelle (due scioperi) e molti finanziatori se la sono data a gambe, a cominciare dalla Fondazione Crl. Resta da vedere se dietro la pressione di tutto il consiglio comunale, e in particolare della sua maggioranza, il sindaco si deciderà a revocare l'incarico a Casali. In caso contrario - visto che le nomine sono una sua specifica competenza - dovrà spiegare perché non rimuove un personaggio che ha creato contrasti (senza produrre risultati apprezzabili) fuori e dentro il teatro. A cominciare da quello con lo storico direttore, Luigi Angelini, che il 31 dicembre verrà pensionato senza possibilità di proroga del contratto, neppure per il tempo necessario a lasciare le consegne al suo successore. Non a caso, anche ieri in commissione cultura e partecipate, fra Casali e Angelini sono volate scintille. «Se negli ultimi tre anni il teatro del Giglio ha ricevuto più critiche rispetto a quanto è accaduto nei precedenti 20 anni, un motivo probabilmente c'è». Senza neppure più preoccuparsi di salvare le forme, in commissione Angelini, dunque, attacca sia Casali che il direttore artistico Elio Boncompagni. E le accuse trovano terreno fertile nell'opposizione che già ieri in tarda mattinata ha protocollato un ordine del giorno per chiedere la revoca dell'intero consiglio di amministrazione dell'azienda speciale e il rinnovo sia della direzione artistica che della direzione generale. Rimuovere Boncompagni non sarà facile, visto che il maestro ha un contratto che lo lega al teatro ancora per un anno; sbarazzarsi di Angelini (obiettivo perseguito con tenacia anche da Casali) invece sarà facile: senza il sindaco a sponsorizzarlo, il suo contratto scade fra dieci giorni esatti. Quindi il suo ciclo si sta per chiudere. Dovrebbe chiudersi, in realtà, anche quello dell'attuale cda del Giglio se è vero che lo statuto prevede la decadenza automatica nel caso di due bilanci passivi consecutivi. E proprio ai numeri si attacca il centrosinistra per chiedere la defenestrazione di consiglieri e presidente: l'opposizione considera inconcepibile chiudere con il 2010 con un passivo di 500mila euro a fronte di un aumento dei trasferimenti del 30% rispetto al passato (escludo il 2008, anno delle celebrazioni pucciniane). Ma per il Favilla la situazione non è tale da richiedere uno smantellamento del cda e la relazione della Pkf evidenzierebbe che il Giglio ha numeri in linea con quelli di altri teatri italiani con le stesse caratteristiche. La priorità per il sindaco è utilizzare al massimo la struttura perché i costi che ne affossano il bilancio sono fissi e per ammortizzarli si deve a suo dire - aumentare l'offerta culturale e il servizio per i cittadini. Secondo Favilla per rilanciare il teatro è necessario anche intensificare i rapporti con altri teatri e fare in modo che il Giglio non rimanga una realtà esclusivamente lucchese ma inizi a fornire un servizio sul territorio collegandosi con altre realtà come Montecarlo, Borgo a Mozzano, Bagni di Lucca e Castelnuovo: «Questa la ricetta per allargare il cerchio degli enti locali che possano sostenerne l'attività». Questa linea si avvicina molto a quella del presidente Casali che si dice comunque soddisfatto del proprio operato: «Credo di aver lavorato bene, facendo economie e trasferendo le economie prodotte sugli spettacoli e sull'aumento della produzione. Forse potevamo fare ancora meglio e questo è il mio impegno per il futuro. Del resto, si fa qualità se si hanno tempo e denaro, io chiedo solo che il Comune non abbandoni il Teatro del Giglio». Ma questo pensiero si scontra con la valutazione di Luigi Angelini che alle commissioni cultura e partecipate, riunite in seduta congiunta, aveva denunciato la mancanza di un progetto culturale artistico come la carenza principale nella gestione degli ultimi tre anni del teatro. Angelini presenta una relazione in tre punti per rilanciare l'intera struttura: un nuovo cda che sappia conciliare l'aspetto aziendale con quello artistico e culturale; la necessità di dotarsi di un assetto giuridico autonomo (la fondazione di partecipazione) già adottata dal 90% dei teatri italiani; la possibilità di confrontarsi sui progetti. «Oggi è tardi per programmare la stagione 2011-2012 - conclude Angelini - e in questo momento si può solo iniziare a parlare del 2012. Prima di iniziare una produzione è fondamentale sondare i teatri per capire chi è interessato a cosa. Solo a quel punto si può iniziare a scegliere gli attori, il regista e la scenografia. Esattamente l'opposto di quanto è stato fatto in questi ultimi anni». Con l'avallo dell'assessorato alla cultura, il cui operato viene messo in discussione, al pari di quello dei vertici del teatro, soprattutto per la mancanza di un progetto culturale. E se nessuno chiederà le dimissioni dell'assessore alla cultura, in molti, però, reclamano che il cda del Giglio venga deposto subito, prima di impostare la nuova Fondazione. Per evitare che anche questo progetto fallisca. Ilaria Bonuccelli Alessandro Petrini
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