Il Tirreno

Lucca

Tutti i sindaci della Valle del Serchio approvano il piano dell’Asl: a domicilio, un malato costa la metà che in una struttura territoriale

Un milione per l'assistenza degli anziani a casa

Un anziano curato da una badante e i sindaci durante la riunione
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Un anziano curato da una badante e i sindaci durante la riunione

I fondi potranno essere utilizzati dalle famiglie anche per pagare una badante

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 CASTELNUOVO. Un milione di euro per aiutare le famiglie a tenere a casa gli anziani non autosufficienti. Il piano di interventi è stato approvato all'unanimità dai sindaci della Valle. I soldi potranno essere usati anche per pagare le badanti.  Il piano approvato permette di mettere a disposizione investimenti per l'esattezza di 960mila euro, con un obiettivo principale: favorire al massimo gli interventi per mantenere gli anziani al proprio domicilio. Con questi soldi saranno finanziati pacchetti assistenziali, assistenti familiari (badanti) e altre iniziative legate alla domiciliarità.  È previsto - si legge in una nota diffusa dall'Asl 2 - «anche un potenziamento della semi-residenzialità: saranno privilegiati servizi alternativi alla costante permanenza degli utenti nelle strutture. Questi interventi - viene dichiarato - permettono di dare risposte ad un maggior numero di famiglie, visto che sono sempre di più quelle che hanno bisogno per i loro cari di ricoveri temporanei, di sollievo, nelle residenze territoriali».  Oltre al beneficio di una migliore qualità della vita per l'anziano che rimane a casa propria, l'Asl sottolinea «che il costo medio dell'assistenza a domicilio ammonta a circa la metà di quella per un utente ricoverato in struttura».  Il documento è stato illustrato alla presenza dei dirigenti dell'Asl 2, della responsabile di distretto Romana Lombardi, del direttore sociale Antonio Elmi e dei componenti dell'ufficio di piano.  Il direttore generale dell'Asl 2 Oreste Tavanti si è detto soddisfatto del voto unanime, così come il presidente della conferenza dei sindaci della Valle Amerino Pieroni.  Nel corso della riunione si è parlato anche dell'andamento dei fondi per il sociale, che negli ultimi anni hanno sono stati molto ridimensionati a livello nazionale (meno 46% dal 2006 al 2011). Questo renderà necessaria un'integrazione delle quote sociali da parte degli enti locali.

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