Sicurezza
Sos dell'Assindustria: «Sviluppo bloccato»
Marco Innocenti
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Traffico caos per la mancanza dei nuovi assi viari Pesano le inefficienze degli enti e i ritardi nella realizzazione delle infrastrutture
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LUCCA. O gli enti, gli amministratori locali e il mondo della politica in generale si dà una mossa o le aziende della Lucchesia rischiano di fermarsi. È netto il messaggio che arriva dall'Associazione Industriali. «Se un'azienda non cresce, va indietro», sostiene il presidente Andrea Guidi. E, aggiunge, è sempre più difficile svilupparsi in un'area dove da oltre trent'anni non si riesce a realizzare un metro di grande viabilità, necessaria come il pane, né a potenziare la linea ferroviaria. Dove la Provincia fa decadere la procedura per la produzione di energia dallo smaltimento dei fanghi di cartiera, con risparmio nel costo di trasporto in discariche estere e recupero di entrate con l'energia prodotta. Dove non si realizza un metro di "tubone" per portare acqua ad aziende, case, agricoltura e attività perché il Comune di Lucca si è messo di traverso e non permette la realizzazione dell'accordo di programma, caldeggiato anche dal ministro Matteoli. Dove non si invidua una cava dismessa per lo smaltimento e il recupero degli inerti. Dove passano anni per poter ampliare uno stabilimento, quando il permesso viene concesso, e dove la semplificazione amministrativa resta una chimera. «Abbiamo l'impressione - aggiungono Guidi e altri componenti della giunta dell'Assindustria, Marco Martinelli, Nicola Lattanzi, Alessandro Colombini, Franca Severini - che si ritenga, erroneamente, che soltanto il turismo e il commercio possano sostenere l'economia locale e che lo sviluppo dell'industria dia quasi fastidio. «Ma senza aziende non c'è futuro, anche per la salvaguardia del territorio. Sia chiaro: il momento è difficile, ma gli imprenditori lucchesi sono capaci, dinamici e innovativi. Sono pronti a ripartire, appena la crisi sarà superata, e ci sono buoni segnali. Ma hanno bisogno di risposte e atti e soprattutto di un clima di collaborazione, non di ostilità». Sotto questo profilo, l'Assindustria si augura anche la ripresa di un sereno confronto sindacale dopo il braccio di ferro che ha di recente caratterizzato vertenze come quella per il rinnovo del contratto alla Perini. Intanto si spera che amministratori e politici diano risposte e, soprattutto, agiscano. Viabilità. Del tracciato non si sa più nulla, dopo che il ministro Matteoli aveva bocciato la proposta di Assindustria, Camera di Commercio ed enti locali per la predisposizione del progetto per la grande viabilità che questi soggetti locali erano pronti a finanziare a loro spese. Si è sperso nelle nebbie delle opere che Anas probabilmente non farà mai, anche per assoluta mancanza di fondi. Invece gli Industriali tornano a chiedere a gran voce la realizzazione degli assi viari nord-sud ed est-ovest e il potenziamento della linea ferroviaria Pistoia-Lucca-Viareggio. Fanghi. L'Assindustria ritiene poi inderogabile la realizzazione dell'impianto di smaltimento del pulper di cartiera, che oggi comporta enormi spese di trasporto in discarica. Il progetto della "torcia al plasma", il cui funzionamento è stato verificato in Spagna, per gli industriali consentirebbe un gran risparmio sul trasporto, con il recupero di energia prodotta dallo smaltimento. Lucense aveva già individuato la società che dava le migliori garanzie nella realizzazione, ma il sito non è stato mai individuato e la Provincia ha deciso di considerare decaduta la procedura, interrompendo i rapporti con la società che si occupava dell'opera. «Risultato: le nostre cartiere perdono competitività perché pagano il 30% in più per l'energia e hanno costi crescenti per lo smaltimento. Di questo passo - commenta Guidi - si rischia che si acceleri il processo di delocalizzazione». Tubone. L'Associazione Industriali ricorda ancora l'impegno con cui gli imprenditori sostengono i progetti per la risorsa acqua, anche per combattere la subsidenza, e sollecitano una celere intesa tra tutti gli enti interessati, Lucca compresa, per la gestione del depuratore di Casa del Lupo e la realizzazione del Tubone. Recupero inerti. Viene infine chiesta la soluzione di uno dei problemi che incide pesantemente sul costo delle opere pubbliche e sull'attività dell'edilizia: la mancanza di siti per lo smaltimento e il recupero degli inerti. Assindustria chiede che in tempi rapidi sia individuata una cava dismessa nella quale portare i residui non riutilizzabili.
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