Il direttore dell'istituto della Resistenzaindagato per i dossier contro Sereni
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LUCCA. Due dossier pronti per essere diffusi in tutta la Lucchesia nel caso in cui l'esponente politico avesse deciso di candidarsi alle prossime elezioni provinciali. Per la procura un ricatto in piena regola di cui è rimasto vittima Umberto Sereni, professore di storia contemporanea all'università di Udine, ex sindaco del comune di Barga.
Secondo l'accusa l'autore dell'azione di «dossieraggio» contro il docente, grande tifoso della Lucchese e protagonista vicende politiche lucchesi sin dagli anni Settanta, il direttore dell'istituto storico della Resistenza, Lilio Giannecchini, indagato con l'accusa di tentata violenza privata e violazione di una norma contenuta nella legge sulla privacy legata alla tenuta di archivi e al trattamento dei dati sensibili.
La vicenda inizia quando su "Il Tirreno" esce una dichiarazione di due esponenti politici del centrodestra - Giuliana Baudone e e Maurizio Dinelli (Forza Lucca) - che invitano il professor Sereni a candidarsi alle elezioni comunali e provinciali, dopo che lo stesso insegnante in numerose interviste aveva annunciato la sua disponibilità a scendere in campo con una lista aperta alla società civile.
Questa decisa presa di posizione infastidisce Giannecchini che già in passato non aveva mancato di polemizzare con Umberto Sereni.
Stavolta però, stando all'accusa, non si limita a una violenta diatriba verbale. Ma il 30 agosto scorso invia a Sereni una raccomandata con allegato un plico contenente fotocopie di documenti che parlano del padre del docente universitario, Bruno Sereni, e di articoli di quotidiani con dichiarazioni del professor Umberto.
Documenti tratti dall'archivio centrale della polizia di Stato relativi al ruolo di Bruno Sereni nella guerra di Spagna, a cui si aggiungono una serie di articoli tratti dai quotidiani locali nei quali in cui si parla dei rapporti tra il possibile candidato Umberto Sereni e la famiglia Marcucci.
Nella lettera, secondo le accuse, Giannecchini si dice pronto a spedire 2-3mila copie di quei documenti nel caso in cui l'ex sindaco di Barga decida di candidarsi alle elezioni invitandolo a desistere dai suoi propositi, più volte resi pubblici, di commissariare l'istituto storico della Resistenza.
A quel punto Sereni si rivolge all'avvocato Alessandro Garibotti, che presenta un esposto-denuncia in procura allegando copia della documentazione.
La procura ha chiesto il rinvio a giudizio di Giannecchini.
Secondo l'accusa l'autore dell'azione di «dossieraggio» contro il docente, grande tifoso della Lucchese e protagonista vicende politiche lucchesi sin dagli anni Settanta, il direttore dell'istituto storico della Resistenza, Lilio Giannecchini, indagato con l'accusa di tentata violenza privata e violazione di una norma contenuta nella legge sulla privacy legata alla tenuta di archivi e al trattamento dei dati sensibili.
La vicenda inizia quando su "Il Tirreno" esce una dichiarazione di due esponenti politici del centrodestra - Giuliana Baudone e e Maurizio Dinelli (Forza Lucca) - che invitano il professor Sereni a candidarsi alle elezioni comunali e provinciali, dopo che lo stesso insegnante in numerose interviste aveva annunciato la sua disponibilità a scendere in campo con una lista aperta alla società civile.
Questa decisa presa di posizione infastidisce Giannecchini che già in passato non aveva mancato di polemizzare con Umberto Sereni.
Stavolta però, stando all'accusa, non si limita a una violenta diatriba verbale. Ma il 30 agosto scorso invia a Sereni una raccomandata con allegato un plico contenente fotocopie di documenti che parlano del padre del docente universitario, Bruno Sereni, e di articoli di quotidiani con dichiarazioni del professor Umberto.
Documenti tratti dall'archivio centrale della polizia di Stato relativi al ruolo di Bruno Sereni nella guerra di Spagna, a cui si aggiungono una serie di articoli tratti dai quotidiani locali nei quali in cui si parla dei rapporti tra il possibile candidato Umberto Sereni e la famiglia Marcucci.
Nella lettera, secondo le accuse, Giannecchini si dice pronto a spedire 2-3mila copie di quei documenti nel caso in cui l'ex sindaco di Barga decida di candidarsi alle elezioni invitandolo a desistere dai suoi propositi, più volte resi pubblici, di commissariare l'istituto storico della Resistenza.
A quel punto Sereni si rivolge all'avvocato Alessandro Garibotti, che presenta un esposto-denuncia in procura allegando copia della documentazione.
La procura ha chiesto il rinvio a giudizio di Giannecchini.
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