Italia Nostra contro l'impianto eolico sul Monte Argegna
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MINUCCIANO. Italia Nostra chiede alla Regione di respingere il progetto per un impianto eolIco di Seva srl sui monti Argegna, Montale e Cucù con nove aerogeneratori posti nel territorio di Minucciano. Alla base di questa richiesta ci sono motivazioni di carattere ambientale, paesaggistico e economico. Inoltre Italia Nostra chiede alla Regione una più stringente regolamentazione. E una programmazione per la costruzione di questi impianti. Poco importa che producano energia pulita, Italia Nostra non vuole che si tocchi il territorio e la posizione dell'associazione non è ovviamente condivisa da chi ritiene che siano indispensabili fonti energetiche alternative che non inquinano. Così come non è d'accordo chi ritiene che non si può sempre dire no a progetti di sviluppo. Secondo Italia Nostra l'area su cui saranno sottoposti 8 dei 9 aerogeneratori è sottoposta a vincolo paesaggistico e la quasi totalità del suolo interessato dall'intervento è territorio intatto ad uso prativo e seminativo di grandissima valenza estetica e ambientale. L'area dell'Argegna è inoltre zona di forte richiamo turistico. Alcune pale sorgerebbero vicino al Santuario di Nostra Signora della Guardia. Inoltre «rumorosità, viavai di mezzi ultra-pesanti, vibrazioni delle possenti pale eoliche - dice Italia Nostra - campi magnetici derivanti dagli elettro cavi preferibilmente interrati sono elementi che impattano negativamente contro le varie specie presenti e soprattutto contro le specie protette di rapaci diurni e notturni, quali l'astore e l'allocco». Gli aerogeneratori da installare e previsti nel progetto Seva srl sono composti ciascuno da una torre di altezza 73 ml, da 3 pale lunghe 25 ml con un diametro rotore di 53 ml. Sono quindi necessarie piazzole di 200 metro quadri presso ogni aerogeneratore. Secondo Italia Nostra per il trasporto sono previsti ben 40 interventi tutti molto invasivi sulle infrastrutture (consistente allargamento di carreggiate, stabilizzazioni stradali, asportazione di scarpate, costruzione di ampli by-pass di 8 metri di larghezza, invasione di resedi e pertinenze private, abbattimento di muretti, di cancelli, di alberi, di annessi, di barriere stradali, di segnaletiche». Altri problemi sono rilevati per la viabilità interna al sito.
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