IL FRATELLO DELLA VITTIMA
«Meritava l'ergastolo per il male che ha fatto»
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LUCCA. «Una piccola ingiustizia». Secco e sferzante il commento di Salvatore Salemme, uno dei fratelli di Loreta, la donna uccisa da quattro coltellate, al termine dell'udienza in camera di consiglio conclusasi con la condanna a trent'anni dell'assassino della congiunta. Lui - che con la moglie e altri parenti - ha assistito alle varie fasi del processo si aspettava che la tesi dell'accusa venisse confermata dal giudice e che per l'omicida scattasse la condanna all'ergastolo. «Per il male che ha fatto a mia sorella e a tutti noi, per l'assurda e barbara violenza commessa nei suoi confronti avrebbe meritato il carcere a vita. - dice nel corridoio del Galli Tassi prima di rientrare nella sua Napoli - Tuttavia sarà importante che non avvengano stravolgimenti in Corte d'Appello. Le parole di Sabbatino in aula? Lacrime di coccodrillo, degne della peggior sceneggiata. Nella vita tutti possono sbagliare, ma debbono avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità davanti alla legge».
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