Via Bandettini, mai visti i dossi promessi
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Via di Tiglio a S. Filippo Fosso pericoloso lungo via della Chiesa a S. Filippo, diventata un'autostrada
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LUCCA. Si susseguono le segnalazioni di strade a rischio nell'immediata periferia della città. Da San Concordio scrive la lettrice Marilena Piccinini: «Dice l'assessore Azzarà che i dossi non possono essere messi su tutte le strade, ma solo sulla viabilità secondaria, le traverse, le strade di quartiere. Allora vorrei sapere come sono considerate via dell'Annunziata, via delle Pierone, viale Carlo Del Prete, via Vecchi Pardini, via San Pietro a Vico, via Nazionale a Ponte a Moriano centro. «Abito in via V. Bandettini a San Concordio, diventata se possibile ancora più pericolosa, trafficata e invivibile dopo la chiusura di via Inghillini. Nell'aprile del 2009 sono stata ricevuta dall'assessore Marco Chiari che mi assicurò che al massimo entro settembre 2009, non uno, ma due dossi sarebbero stati sistemati in via Bandettini. Siamo a dicembre del 2010 e non è stato fatto niente, mentre la situazione, se possibile, è peggiorata. Ma via Bandettini non è una strada di quartiere?». Nella zona est a preoccupare sono le strade dell'Arancio e di S. Filippo. «Come già segnalato varie volte, senza esito, la via della Chiesa di S. Filippo fino all'inizio di via Fontanella, per un tratto di circa 2-300 metri, è fiancheggiata sul lato destro (venendo dalla chiesa) da un fosso largo circa un metro e separato dalla strada da un guard-rail. La strada - dice Raffaello Papeschi - ha un solo marciapiede sul lato sinistro che è in gran parte occupato dai cassonetti della spazzatura, ed è pieno di buche che si riempiono d'acqua quando piove non essendo asfaltato. «La strada è sempre assai trafficata, collegando la zona di Mugnano dove risiedono corrieri e altre ditte, ma ora, in relazione alla chiusura della via Ingrillini, è diventata una piccola autostrada. Sulla strada passano però anche donne con carrozzina, ciclisti e pedoni che rischiano continuamente di essere investiti». Una situazione analoga si trova sulla via di Tiglio, nel tratto di fronte a Mei Gomme-Stephan. «Anche lì - aggiunge Papeschi - c'è un breve tratto di strada, circa 2-300 metri, circondata sul lato destro (venendo verso Lucca) da un fosso profondo e ampio, senza addirittura guard-rail. Lì il traffico è ancora più pesante che sulla via della Chiesa, e il pedone o il ciclista rischia di essere scaraventato nel fosso da qualche autotreno. «Si deve attendere che succeda qualche incidente mortale, come recentemente è accaduto a S. Angelo, per arrivare a coprire i due fossi e ricavarne un marciapiede/pista ciclabile? Segnalando la cosa anche alla circoscrizione, chiedo che l'intervento venga fatto al più presto. Non sta a me discutere sulla ripartizione dei fondi del Comune, ma mi sembra che l'elementare sicurezza dei cittadini dovrebbe essere prioritaria su altre spese». Infine c'è chi contesta la richiesta del consigliere Antonio Trapani perché venga rivisto il progetto del sottopasso di via Ingrillini e si proceda con un cavalcavia da dove possano passare anche i camion. «Sarei grato al consigliere se spiegasse - scrive Americo Francesconi - come è possibile che via Ingrillini sia più sicura riportandoci camion ed autoarticolati. E se questa maggior sicurezza interesserà anche via Squaglia, via Consani, via Nottolini percorsa da questi grandi mezzi. E dove dovrebbero sorgere
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